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Archeologia: dal passato i tappi con 'codici a barre' dell'antica Roma

Cultura

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Roma, 16 apr. (Adnkronos) - Sono oggetti scartati inghiottiti nel ciclo dei rifiuti. In alcuni casi sono conservati da collezionisti ed appassionati. I tappi, nel nostro tempo, non sono oggetti di grande pregio ne' tanto meno contengono informazioni. Ma non e' stato sempre cosi': nel mondo antico, alla fine del secondo secolo, quando molte merci veniva conservate e trasferite da un luogo all'altro in anfore, i loro coperchi, veri e propri tappi, riportavano segni che erano in pratica gli antesignani dei moderni codici a barre.

La scoperta si deve ad una attivita' di ricerca che ha avuto inizio con gli scavi delle fognature romane di Aquileia, piccola cittadina in provincia di Udine, negli anni 1968-1971. Lavori che hanno fatto emergere, racconta all'Adnkronos Maurizio Buora della Societa' friulana di Archeologia, "150mila reperti tra i quali si nascondono 5-600 tappi. A questi si devono poi aggiungere reperti provenienti dalle coste Adriatiche e dall'area transalpina: sono stati raccolti, molti altri tappi che compongono un corpus di parecchie migliaia di oggetti. Alcuni con degli elementi in comune altri molto diversi".

Cosa si nascondeva dunque in questi tappi? "In una parte non visibile del coperchio -spiega Buora - erano contenute informazioni messe in luce attraverso segni grafici rivolti al mondo commerciale: notizie che si rivolgevano al settore dei trasporti, alla produzione o immagazinamento delle merci. Nel corso degli anni sono stati trovati tappi in quantita' enorme. A Magdalensberg, vicino Klagenfurt, in Austria, sono stati ritrovati 10mila anfore e mille tappi". (segue)

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