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Firenze: Fli e Pd, no a spilla sessista per commesse, offende donne

Cronaca

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Firenze, 16 apr. - (Adnkronos) - Continua a montare la polemica, a Firenze, per la spilla che le commesse della Rinascente sono costrette a indossare, e che ha uno slogan basato sui doppi sensi: ''Averla e' facile, chiedimi come...'. Il badge invita i clienti a dotarsi della Rinascente Card. ''Non bastano piu' mega cartelloni pubblicitari con eloquenti messaggi a doppio e triplo senso, ora - afferma Maria Federica Giuliani (Pd), presidente della commissione comunale Pari Opportunita' - i cartelloni li incarnano direttamente le lavoratrici di un noto magazzino nel centro Unesco di Firenze e le frasi, sicuramente equivocabili, si appuntano su una spilla sopra la divisa. La responsabile marketing, milanese, della nota catena di negozi La Rinascente, si dice stupita di aver ricevuto tali proteste e per giunta solo da parte dei magazzini di Firenze. Sara' che qui e' terra di Boccaccio, le tradizioni sono ben radicate e come diceva il nostro noto concittadino (in ottica metropolitana s'intende!), 'la lussuria e' un vizio naturale' e quindi che sia, appuntiamoci 'sta spilla con la scritta, che male c'e'? Lo capiscono tutti che si tratta solo di una card''.

La consigliera comunale e responsabile regionale Fli per le Pari opportunita', Bianca Maria Giocoli commenta: ''Bene ha fatto la presidente della Commissione pari opportunita' Giuliani a intervenire sulla vicenda della card della Rinascente. Noi - sottolinea - stiamo dalla parte delle commesse che non possono e non debbono subire questa imposizione ai limiti del mobbing sessuale. Ci domandiamo cosa ne pensino in altre citta' Invitiamo i vertici dell'azienda a cambiare la campagna pubblicitaria''.

Le spille delle commesse della Rinascente sono ''umilianti per le donne costrette a indossarle, ancora una volta utilizzate come merce'', le fa eco Maria Grazia Pugliese, coordinatrice donne del Pd metropolitano di Firenze. ''La legge del marketing supera il rispetto delle donne e il loro diritto - aggiunge Pugliese - che al giorno d'oggi dovrebbe essere ben piu' che acquisito, a non essere utilizzate come merce, su cui appendere messaggi equivoci e offensivi, attraverso un linguaggio fortemente irrispettoso''.

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