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Lavitola: la sorella, io e Valter avevamo una mail in comune

Cronaca

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Napoli, 16 apr. (Adnkronos) - "Avevamo questo sistema per comunicare per e-mail. Avevamo alcuni indirizzi di posta elettronica la cui password era conosciuta da entrambi. Io o lui entravamo nella casella di posta e scrivevamo un messaggio indirizzato al medesimo indirizzo di posta e cosi' via". E' il racconto di Maria Lavitola ai pm della Procura di Napoli ai quali a febbraio di quest'anno si e' presentata spontaneamente per rendere delle dichiarazioni. Erano diverse le e-mail che Maria e Valter Lavitola utilizzavano per comunicare tra di loro. La donna ha poi riferito ai pm di avere ricevuto "nelle ultime settimane nella mia casa di Napoli tale Pelliccio con un accompagnatore di cui non ricordo. Questo Pelliccio lo avevo visto una sola volta a Roma presso l'ufficio di Valter all'Avanti''.

''Non sapevo cosa facesse questo Pelliccio -spiega Maria Lavitola, come riportato in una delle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Dario Gallo- sapevo solo che era un conoscente di mio fratello e piu' precisamente una sorta di prestanome di Valter in una societa'. Sapevo che Valter aveva anche altri prestanome molti dei quali intestatari di societa' che mio fratello acquistava da un certo Crea Bruno. Pelliccio presentandosi a casa mia senza preavviso mi disse che nei giorni precedenti era stato interrogato dalla Guardia di finanza. Mi spiego' che la finanza gli aveva chiesto di alcuni bonifici che aveva fatto e di alcuni conti correnti intestati a lui e ad altri soggetti che non avevano la disponibilita' ed i requisiti per avere conto corrente e denaro movimentato. Mi spiego' che non aveva avuto alcuna possibilita' di mentire per cui aveva dovuto ammettere che dietro a tutte queste operazioni bancarie, dietro a queste societa' e dietro a questi movimenti finanziari vi era mio fratello Valter''.

''Mi spiego' -prosegue Maria Lavitola- che anche molti altri prestanome di Valter erano stati interrogati e che anche costoro avevano dovuto dire la verita' e che cioe' tutte le operazioni di cui gli veniva chiesto di dare conto a mio fratello. Tale circostanze le ho raccontate con una mail a mio fratello".

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