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Roma: Agenzia qualita' servizi, molti banchi chiusi nei mercati rionali (2)

Cronaca

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(Adnkronos) - L'indagine su 'I mercati rionali comunali a Roma', curata da Giovanni Marasco (ricercatore) e illustrata dall'ingegnere Gabriele Ugolini (responsabile dell'Area tecnico-operativa), e' stata presentata dal professore Paolo Leon, presidente dell'Agenzia per il controllo e la qualita' dei servizi pubblici locali del Comune di Roma. Le entrate da tariffa applicata agli operatori concessionari (ma anche i costi di gestione sostenuti dall'Amministrazione) sono andate progressivamente diminuendo, assicurando comunque un tasso di copertura delle spese tra il 78 e il 97% negli ultimi 5 anni: il contributo richiesto alla fiscalita' generale locale per questo settore e' tra i piu' bassi a Roma per i servizi pubblici a domanda individuale.

I mercati rionali sono un servizio di prossimita' con alta frequenza d'uso da parte dei clienti: infatti l'86% degli intervistati dichiara di andarci di norma tutte le settimane (almeno 4 volte al mese). Piu' del 50% dei clienti dichiara inoltre di essersi recato in quel mercato non meno di tre volte nella settimana precedente a quella dell'intervista. L'ortofrutta e' risultato il prodotto preferito per l'acquisto nel mercato dalla quasi totalita' della clientela intervistata, seguito dalla macelleria; abbigliamento e casalinghi sono invece i meno preferiti.

La spesa giornaliera effettuata nel giorno dell'intervista in quel mercato rimane entro la soglia dei 25 euro per ben il 75% degli intervistati (dato coerente con l'elevata frequentazione settimanale e la preferenza di acquisto di prodotti a basso costo per unita' di peso quali l'ortofrutta); residuale e' chi ha dichiarato di aver speso oltre i 60 euro. La motivazione principale che spinge ad acquistare in quel mercato determinate tipologie di prodotti e' la qualita' (62%), seguita a grande distanza dalla cortesia e professionalita', dal prezzo e dall'assortimento. Specularmente, non vengono acquistati in quel mercato anche altri prodotti a causa dell'insufficiente assortimento (65%) e, in misura minore, del prezzo. (segue)

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