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Arte: Roma, alle Scuderie del Quirinale arriva il genio di Vermeer (2)

Cultura

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(Adnkronos) - Negli ultimi cento anni sono state 8 le grandi mostre su Vermeer e solo 3 hanno raccolto insieme piu' di 4 capolavori dell'artista: nel 1996 alla National Gallery of Art di Washington, seguita da L'Aja, nel 2001 al Metropolitan Museum of Art di New York e nel 2003 in Spagna (Museo del Prado) che, come l'Italia, non ha opere dell'artista di Delft, ma riusci' a riunirne 9.

Il fascino di Vermeer e' stato riscoperto solo recentemente. La sua fortuna inizia, infatti, nella seconda meta' dell' 800 dopo che il critico francese The'ophile Thore'-Burger gli dedico' una appassionata monografia. E' il 1866: sono passati quasi due secoli dalla sua morte, da allora la sua fama tra gli 'intenditori' non ha mai smesso di crescere. Sostenitori del suo genio e incantati dalle sue opere furono anche Teofilo Gautier, i fratelli Goncourt e, soprattutto, Proust che mostro' verso il pittore un interesse intenso e quasi fatale, riconoscendone le sottili affinita' di temperamento.

Non e' chiaro chi insegno' l'arte della pittura a Vermeer e poco si conosce della sua biografia, fu lo stesso Burger a definirlo 'la Sfinge di Delft'. Eppure fu l'artista che insegno' a tutti a vedere la luce, pur avendo limitato al massimo il suo spazio espressivo. Dopo essere stato oggetto per molto tempo di una fortuna critica altalenante deve una clamorosa riscoperta ad alcune indimenticabili e rarissime mostre fino al grande successo di quella tenutasi a Washington nel 1996, curata da Arthur Wheelock, fra i curatori dell'esposizione romana alle Scuderie del Quirinale. In mostra oltre un'accurata selezione di opere di Vermeer saranno anche esposte opere degli artisti suoi contemporanei tra i massimi protagonisti dell'arte di genere del secolo d'oro olandese. Le prenotazioni sono state aperte da ieri alle Scuderie del Quirinale.

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