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Partiti: Alemanno, occorrono regole trasparenti specie in ambito finanziario

Politica

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Roma, 18 apr. -(Adnkronos) - "Credo che oggi ci sia una tendenza a superare in non partiti della seconda Repubblica, caratterizzati da posizioni carismatiche, senza regole interne, improvvisati. Da questo punto di vista sono convinto che la risposta debba essere opposta, abbiamo bisogno di partiti con regole piu' chiare e trasparenti. Per questo ho chiesto dal 2006 l'applicazione dell'articolo 49 della Costituzione, che prevede il riconoscimento giuridico dei partiti, in modo che siano istituti certificati, con trasparenti regole interne anche dal punto di vista finanziario. Non basta regolare l'afflusso di soldi ai partiti, ma capire cosa ne fanno i partiti al loro interno". Lo ha dichiarato, questa mattina, il sindaco di Roma Gianni Alemanno nel corso di un'intervista rilasciata a Sky tg24.

"Questo schema si applica a tutti i partiti della seconda Repubblica - ha aggiunto Alemanno - basti pensare al Pd nato sotto una spinta molto personalistica di Veltroni, e' nato sulle primarie che hanno scavalcato completamente il meccanismo interno con grandissime polemiche, ma e' applicabile anche a Lega, Udc, a tutti i partiti. In quest'ottica il Pdl sta facendo un grande sforzo per darsi delle regole e superare il dopo Berlusconi per creare un partito che sia una realta' vera. La rifondazione del Pdl avverra' definitivamente inevitabilmente dopo il congresso nazionale e le elezioni amministrative, ma credo ci sara' un risultato a 'macchia di leopardo'. Il cambiamento del nome e' possibile solo se verra' creato un partito popolare europeo che aggreghi tutte le forze che si riconoscono in certi valori, in caso contrario manterra' il suo nome".

Sul no del Pdl all'asta delle frequenze tv, che continua a identificarlo come partito azienda di Berlusconi, il sindaco ha affermato: " Il Pdl non e' contro l'asta delle frequenze ma vuole delle regole piu' trasparenti su come queste vengono gestite. Se le aste servono per trovare fondi in un momento di crisi economica occorrono regole certe, non possono configurarsi come una vendetta contro Berlusconi".(segue)

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