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Sanita': protesi Pip, 80 casi e 18 denunce nel torinese

Cronaca

Torino, 18 apr. (Adnkronos) - Sono 80 i casi raccolti finora dalla Procura di Torino e 18 le...
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Torino, 18 apr. (Adnkronos) - Sono 80 i casi raccolti finora dalla Procura di Torino e 18 le...

Torino, 18 apr. (Adnkronos) - Sono 80 i casi raccolti finora dalla Procura di Torino e 18 le querele di donne del torinese a cui erano state impiantate le protesi prodotte dalla Pip, ditta francese (chiusa nel 2010), finite nella bufera in Francia e in altri Paesi europei perche' sarebbero pericolose per la salute.

L'inchiesta e' affidata al sostituto procuratore Raffaele Guariniello, che aveva acquisito il fascicolo sulle protesi dai colleghi francesi, e iscritto nel registro degli indagati il fondatore della Pip, Jean Claude Mas, e un ex dirigente dell'azienda francese, Claude Couty, per frode in commercio e disastro colposo. Durante gli approfondimenti il consulente tecnico della Procura ha confermato i risultati delle analisi svolte dalla Afssaps (Agence française de se'curite' sanitaire des produits de sante'), agenzia pubblica francese, che avevano messo in luce una debolezza strutturale dell'involucro delle protesi che, unitamente a un progressivo indebolimento provocato dalla trasudazione dell'olio siliconico contenuto, ne determinerebbero un maggior pericolo di rottura con problemi per la salute delle donne.

Infatti secondo i rilievi il gel siliconico utilizzato non era quello dichiarato e per il quale la Pip aveva la certificazione Ce, e, secondo le prove fatte sugli animali, sarebbe tossico e irritante per le donne. Tutte le torinesi che hanno questo tipo di protesi sono ora sottoposte a consulenza medica e nei mesi scorsi la Regione Piemonte aveva individuato cinque strutture sanitarie sul territorio regionale a cui le donne potevano rivolgersi. Ora che le indagini si avviano a conclusione, resta un punto interrogativo sulla questione dei risarcimenti anche legata ai costi che l'ente pubblico sta sostenendo per far fronte al problema.

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