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Un partitura inedita tra mito e archeologia dà il 'la' all'opera di Serge Uberti

Cultura

Roma, 18 apr. - (Ign) - Una partitura inedita ispirata al mondo latino e a quello etrusco, 'in...
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Roma, 18 apr. - (Ign) - Una partitura inedita ispirata al mondo latino e a quello etrusco, 'in...

Roma, 18 apr. - (Ign) - Una partitura inedita ispirata al mondo latino e a quello etrusco, 'in divenire', che coniuga antico e contemporaneo, tecnologie del suono e archeologia. Le note, eseguite dal compositore e polistrumentista Louis Siciliano, prendono forma per dar vita ad un'opera pittorica creata ex novo dall'artista italo francese Serge Uberti. Tutto avviene nella sala capitolina Santa Rita dove oggi si inaugura la mostra 'Art-cheologia. Serge Uberti, l'esperienza di Crustumerium' che resterà aperta al pubblico fino al 16 maggio prossimo.

"Una performance unica per un'opera totalmente aperta, irripetibile, sia musicalmente che artisticamente", spiega Louis Siciliano a IGN, testata online del Gruppo Adnkronos, parlando della performance che aprirà nel pomeriggio l'esposizione. Il compositore per l'occasione suonerà in anteprima italiana un prototipo di strumento musicale cibernetico a sensori denominata 'misa kitara'.

L'idea del progetto nasce dalla curatrice della mostra, Francesca dell'Era, che ha voluto legare la musica, racconta Siciliano, all'esperienza di scavo archeologico vissuta nel luglio 2010 da Serge Uberti nella necropoli di Crustumerium, città latina risalente a un'epoca compresa tra il IX e il V secolo a.C. e distrutta dai Romani nel 499 a.C. "Invitato anch'io" nel sito archeologico, che si trova oggi alle porte di Roma nei pressi della via Salaria, precisa il musicista, "sono stato coinvolto nell'iniziativa" tra pittura, scultura, musica, mito e archeologia.

"La mia partitura inedita che suonerò stasera all'inaugurazione - dice ancora Siciliano, che reputa gli etruschi "musicisti sopraffini" - è frutto dei miei studi sui testi di quell'epoca con l'ausilio delle ricerche etnomusicologiche basate su ipotesi musicali, visto che non esistono notazioni di quel periodo storico". Da qui è venuto alla luce questo testo musicale "'aperto', applicato a una radice molto arcaica ed eseguito con una produzione del suono supertecnologica a disposizione di Serge Uberti", conclude Siciliano.

La mostra alla Sala S. Rita di Roma espone venti opere su tela, carta, in tufo e altri materiali recuperati sul posto, nelle quali sfuma fino quasi ad annullarsi il confine tra creazione artistica, indagine archeologica, viaggio a ritroso, legame e amore per la natura. All'interno della Sala Santa Rita le opere di Uberti dialogano con fotografie di Francesca Dell'Era, che hanno per soggetto i luoghi, i reperti e i materiali di Crustumerium, in un lavoro che intende farsi tramite tra lo spettatore e questa area archeologica ancora poco conosciuta. L'uso delle fotografie di soggetto archeologico è gentilmente concesso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

In occasione dell'inaugurazione della mostra interverrà Francesco di Gennaro, Soprintendente del Museo Nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci", che è stato responsabile dello scavo di Crustumerium dal 1982.

Serge Uberti nasce a Aix a les Bains e inizia a lavorare, come autodidatta, nel 1985. Dal 1990 vive e lavora a Roma. Nelle sue opere la pittura, su tela o carta, si fonde e dialoga con sculture e materiali di recupero. I suoi quadri si popolano di immagini simboliche - barche con i loro costruttori e guardiani, centauri, stanze votive, alberi rituali - che si ripetono nel tempo e raccontano storie da decifrare. Le figure sono delineate con un segno essenziale e primitivo e con i colori della terra. Ha partecipato a diverse mostre personali e collettive, all'estero e in Italia.

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