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"Sei più bella di quello che pensi": il progetto autostima di Dove arriva nelle scuole di Roma

"Sei più bella di quello che pensi": il progetto autostima di Dove arriva nelle scuole di Roma

"Dove" da sempre s’impegna a promuovere la bellezza autentica che risiede in ognuna di noi, indipendentemente dalla taglia, l’età, il colore della pelle. Una bellezza che nasce dalle mille sfumature dell’animo femminile e che aiuta ciascuna a esprimere il proprio pieno potenziale. Già da quel periodo complesso e delicato che è l’adolescenza, nel quale si comincia a formare l’identità.

L'idea - Il brand, infatti, desidera sostenere le più giovani affinché possano costruire un rapporto sano e positivo con la propria immagine e il proprio corpo, per crescere con una solida autostima. Da questo presupposto è nato Dove Progetto Autostima, che ha portato in 10 scuole secondarie di primo grado di Milano un ciclo d’incontri motivazionali sul tema dell’autostima, riservato a ragazze e ragazzi tra i 12 e i 14 anni. Il progetto compie un anno e decide di festeggiare il suo anniversario estendendo il proprio raggio di azione: anche nelle scuole di Roma il messaggio “Sei più bella di quello che pensi” sta per arrivare.

A Roma - Una fase di sperimentazione, con incontri pilota, è già stata avviata in alcune scuole secondarie di primo grado della Capitale e nei prossimi mesi, nuove classi capitoline romane aderiranno al progetto. Un passaggio di testimone tra il Comune di Milano e Roma Capitale, così salutato da Alessandra Cattoi, Assessora alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma Capitale: "Ringrazio Dove per averci proposto questo progetto, che in questo primo anno ha dimostrato la sua validità, tanto per il grande riscontro avuto nelle scuole quanto per la qualità degli incontri proposti. L'amministrazione di Roma accoglie con entusiasmo questa bella iniziativa che ci permette di coinvolgere circa 500 studenti delle seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado. Il fatto che Roma e Milano abbiano adottato questo progetto ci dice quanto nelle realtà urbane complesse si generino, per i giovani, grandi opportunità ma anche aree di disagio. Il compito delle istituzioni è quello di fornire i servizi, ma anche quello di animare e rafforzare le reti sociali che nelle grandi aree metropolitane rischiano di sfilacciarsi. Di fronte a questo fenomeno non si può agire in modo isolato: le scuole, gli enti comunali e i privati devono agire in sinergia. Per ricomporre le rete sociali occorre favorire la collaborazione tra pubblico e privato: è per questo che ringrazio Dove per l’impegno inusuale e sincero con cui affianca le scuole e le istituzioni su un tema importante come quello dell’autostima".

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