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Roma, la vigilessa assente chiama per avere un certificato medico retroattivo per Capodanno: il medico dice no

Roma, la vigilessa assente chiama per avere un certificato medico retroattivo per Capodanno: il medico dice no

Ha chiesto al medico un certificato reotrattivo per giustificare la propria assenza dal turno di lavoro a Capodanno. Così una vigilessa della polizia locale di Roma è stata smascherata: sfortuna (sua) ha voluto, infatti, che dall'altra parte del telefono, in uno studio di Roma Nord, non ci fosse il suo medico di famiglia ma un sostituto, che non ha sentito ragioni e non ha accettato di chiudere un occhio. Troppo caldo, infatti, lo scandalo dei 767 vigili assenteisti a San Silvestro su un totale di 904 agenti di turno. A raccontare com'è andata è stata proprio il medico sostituto, la 29enne F. R., appena laureata e alla vigilia dell'esame per la scuola di specializzazione: "Ha chiamato in ambulatorio chiedendo un certificato retroattivo per il 31 dicembre, le ho spiegato che non potevo rilasciarlo per legge a distanza di due giorni". "L'agente ha ripetuto più volte che aveva bisogno di quel foglio e solo dopo molti no, ha desistito senza più richiamare". Il caso della vigilessa ritardataria rientra dunque nel calderone degli altri furbetti in divisa, che in molti casi hanno nascosto dietro piccole influenze, febbri, raffreddori o gastroenteriti la propria poca voglia di lavorare o una forma di protesta per il rinnovo del contratto.

I dottori sotto accusa - Sotto accusa, ora, ci finiscono anche i medici che hanno firmato i certificati. A difenderli ci prova Pierluigi Bartoletti, presidente della Federazione italiana medici di medicina generale del Lazio: "Se un paziente viene in ambulatorio e chiede un certificato perché la notte prima aveva la febbre e vorrebbe restare a casa per riguardarsi noi non possiamo escludere la buona fede del paziente perché se ci rifiutiamo e quest'ultimo va a lavoro ma dopo qualche giorno viene ricoverato per una polmonite, rischiamo la denuncia". La soluzione, suggerisce, ci sarebbe: autocertificazione a carico dei lavoratori per le assenze di un giorno e obbligo di certificati medici per gli altri casi.

 

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Commenti all'articolo

  • zefleone

    09 Gennaio 2015 - 16:04

    Pierluigi Bartoletti ci sei o ci fai? Credo tutte e due le cose assieme.

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  • carlo50

    06 Gennaio 2015 - 14:02

    Che non ci sarebbe stato personale di straordinario disponibile si sapeva da tempo. Perché chi doveva non è intervenuto per tempo, anche imponendo turni coattivamente? Perché l’intervento c’è stato all’ultimo momento, quando tutti avevano preso impegni nel rispetto dei turni fino al momento previsti, oltretutto a meno di 48 ore, come previsto dalla normativa? Si accertino le responsabilità, sì, ma

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  • carlo50

    06 Gennaio 2015 - 14:02

    Che non fosse disponibile personale in forma straordinaria, si sapeva da tempo. Perchè chi doveva non è intervenuto per tempo, anche predisponendo turni coattivamente? Pechè è stato fatto solo all'ultimo, quando tutti avevano preso legittimamente impegni, oltretutto a meno delle 48 precedenti, come prevede la normativa? Le responsabilità vanno accertate, sì, ma tutte a tutti i livelli.

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  • carlo50

    06 Gennaio 2015 - 14:02

    Un dipendente del Comune di Roma che si ammali di sabato, di domenica o un giorno qualunque quano il medico di famiglia ha chiuso l’ambulatorio, non sa cosa deve fare se vuole rientrare il successivo primo giorno utile. Dopa aver interpellato dieci uffici “competenti”, avrà dieci risposte da incompetenti: vai al subito pronto soccorso, chiama la guardia medica, fai questo, fai quello ...

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