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La riforma delle forze di polizia

La Madia taglia i forestali, loro vanno in piazza: "Governo, piantala". Ottomila agenti nel mirino

La Madia taglia i forestali, loro vanno in piazza: "Governo, piantala". Ottomila agenti nel mirino

Per la prima volta insieme animalisti e cacciatori, agenti semplici e comandanti, sigle sindacali e politici vari: una mobilitazione trasversale per salvare il Corpo Forestale dello Stato. Una forza di polizia storica, antichissima (è stata istituita nel 1822) che oggi il governo Renzi intende rottamare come un vecchio arnese "solo perché noi siamo pochi e pensa di potere disfarsi di noi così". Sono andati a protestare prima fuori dal Senato e poi a Montecitorio per cercare di portare il loro grido di dolore nei palazzi della politica gli 8mila agenti della Forestale che il progetto di riforma targato Madia vorrebbe cancellare, o almeno, assorbire in altre realtà. "Renzi piantala", hanno srotolato uno striscione enorme con una quercia in mezzo. Alberi, animali, prodotti della terra, agroalimentare, protezione del nostro patrimonio boschivo: non si sa forse tutto di questo Corpo così discreto e portato alla ribalta, di recente, da qualche fiction televisiva. Tanti non sanno, ad esempio, che alla base di moltissime e delicate inchieste c’è stato un lavoro certosino da parte degli investigatori della Forestale. Che contro reati dannosi per ognuno di noi quali eco-mafie, smaltimento illecito di rifiuti, maltrattamento di animali, commercio e vendita di cibi scaduti e avariati, sono intervenuti gli uomini del Corpo per evitare il peggio. Sono loro che si prendono cura delle nostre riserve naturali: agiscono nei corsi d’acqua e sulle piste da sci per soccorrere chi è in difficoltà. Hanno compiti esclusivi non previsti per nessuna altra forza di polizia. In alcuni piccoli borghi, oltretutto, rappresentano anche l’unica forza di polizia sul territorio. E vogliamo privarcene in ragione della spending review? Il governo motiva la cancellazione con il solito ritornello "ce lo chiede l'Europa. Cinque corpi di polizia sono troppi", ma il sindacato nazionale forestale (Snf) guidato da Andrea Laganà, replica che "l'Europa ci chiede anche un numero unico per le emergenze, invece noi abbiamo il 112, il 113, il 115, il 1515…". Inoltre, non è ben chiaro quale sarà il destino finale di questi "paladini della natura". Diventeranno un dipartimento all'interno del ministero dell'Interno? Dovranno indossare la divisa blu dei poliziotti e abbandonare le giubbe verdi cui eravamo abituati?

Che ne sarà del Corpo Forestale dello Stato? "Aboliscono noi e tengono la polizia provinciale e regionale che serve a ben poco", lamentano le associazioni di categoria. "Avremo uno spazio all'Expo di Milano, ma c'è il rischio che ci cancellino prima. Sai che figura", dicevano martedì nella doppia piazza romana, in attesa di essere ricevuti dai relatori Pd. La politica è quasi tutta unita in sostegno del Corpo: "Oggi anche Berlusconi ha detto che la Forestale non deve morire". Forza Italia compatta: dalla Brambilla, a Stefania Prestigiacomo, da Augusto Minzolini a Gasparri. In piazza fuori dalla Camera c'era anche Gianni Alemanno, ex ministro delle Politiche Agricole e Forestali, che ha sempre avuto un feeling particolare con le "sentinelle verdi". Attacchi all'attuale ministro Maurizio Martina da parte di tutti i suoi predecessori: "Martina sta nascondendo la testa sotto alla sabbia. Non ci si può lamentare ogni giorno del dissesto idrogeologico e dei rifiuti tossici", ha dichiarato ancora Alemanno, "e allo stesso tempo sciogliere la Forestale". Un non-sense per molti. Tanto più che, fatti due calcoli, "con l'accorpamento non si realizzeranno risparmi - fa notare Paolo Alessandrini, addetto alla segreteria nazionale -, visto che sono quasi tutti soldi che servono per gli stipendi".

"Siamo meno dei vigili urbani di Roma - spiega Massimiliano, uno dei membri del Snf che ha organizzato la manifestazione -. Per qualcuno scontiamo ancora la storia dei forestali calabresi e siciliani (assunti più che altro per ragioni clientelari, ndr) che però non hanno nulla a che fare con noi. Qui si parla di competenze precise e di servitori dello Stato che hanno sempre lavorato anche in condizioni precarie". Qualcuno perfino nei rifugi in montagna per cercare di salvare la vita agli orsi e agli esemplari che abitano i nostri boschi e sono oramai in via di estinzione. Ecco, i Forestali: una specie in via di estinzione che una politica dissennata sta cercando di eliminare. Ma in Parlamento e in piazza sarà battaglia.

di Brunella Bolloli

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Commenti all'articolo

  • Angeli1951

    24 Luglio 2015 - 15:03

    Sul taglio, che dovrebbe essere licenziamento e non assunzione con altra definizione, dei forestali calabro-siciliani per primi: nessuno dovrebbe essere contrario. Il fatto è che non ci sarà e migliaia di parassiti continueranno ad arraffare soldi pubblici.

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  • annasole2

    24 Luglio 2015 - 12:12

    d'accordo con umberto2312-d'accordo sui forestali siciliani che sono un vero abuso da parte della regione,Lì facciamo niente? Inoltre i compiti assegnati ai forestali sono numerevoli, ma allo stato dell'arte,rifiuti, inondazioni mi sembra che poco abbiano fatto.- Oppure come spesso accade loro segnalano, fanno ma alttri sopra loro disfanno?

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  • maiPD

    maiPD

    24 Luglio 2015 - 09:09

    sul taglio degli inutili e numerosi forestali sono pienamente d'accordo , il resto e' molto discutibile

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  • umberto2312

    24 Luglio 2015 - 07:07

    Dovrebbe cominciare dai forestali siciliani( che naturalmente non verranno toccati),e dalle scorte a tutti i politici nullafacenti(come sopra).

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