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Mafia Capitale, la mappa dei circoli Pd che verranno chiusi

Mafia Capitale, la mappa dei circoli Pd che verranno chiusi

"Abbiamo commissariato, reciso i rami secchi, annullato il tesseramento del 2014, ripristinando regole che terranno fuori capibastone e malintenzionati", ha scritto qualche giorno fa su Facebook Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma. "Fabrizio Barca il 19 giugno presenterà il suo rapporto in apertura della Festa del Pd di Roma con la mappatura dei circoli buoni e cattivi", continuava Orfini che però, dopo la nuova ondata di arresti e indagati per Mafia Capitale, ha difeso il sindaco Ignazio Marino a spada tratta: "Chiedere le dimissioni della giunta Marino è fare il gioco della mafia. È stato proprio il sindaco Marino a chiedere un intervento della Finanza e a segnalare i casi sospetti".
Il problema è che la relazione di Barca era pronta già a marzo, ma il Pd si è ben guardato di tagliare quei rami secchi e chiudere quei circoli "sospetti". Quali sono le sezioni a rischio? Le anticipa Massimo Malpica sul Giornale: in pole ci sarebbero quelle del III (bacino elettorale dell' ex presidente del consiglio comunale Mirko Coratti, "cooptato" dal Pd con Veltroni e arrestato per Mafia Capitale lo scorso 4 giugno) e del IV municipio, ma stando ai rumors si intonerà il de profundis anche per qualche circolo del centro storico e a Tor Bella Monaca, nel VI municipio, quest'ultimo già commissariato e affidato a Gennaro Migliore. Qui, alle primarie 2013, nel seggio della sezione di via dell'Archeologia intervenne la polizia per sedare una rissa tra iscritti, dopo l'arrivo alle urne di un nutrito gruppo di africani e asiatici, perché qualcuno aveva assistito a un passaggio di soldi nelle mani degli immigrati. Lo stesso giorno Cristiana Alicata, piddina fresca di nomina renziana nel Cda Anas, denunciava su Facebook "le solite incredibili file di Rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica" in un seggio dell'XI Municipio, Magliana-Portuense, a due passi da un campo nomadi nel quale, tanto per cambiare, aveva lavorato la 29 giugno di Salvatore Buzzi. All'epoca Alicata finì accusata di razzismo, mentre l'allora segretario romano del Pd, Marco Miccoli, ora deputato, tagliò corto: "Se le primarie sono aperte agli immigrati, loro votano, punto".

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