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I guai della sinistra

Ignazio Marino non perde il vizio: un altro "regalo" alle Coop

Ignazio Marino non perde il vizio: un altro "regalo" alle Coop

La protesta dei lavoratori di Multiservizi si è spostata dal Campidoglio al Parlamento. Ieri i 2359 dipendenti dell’azienda controllata al 51% dal Comune di Roma hanno manifestato per chiedere l’intervento degli onorevoli, visto che il sindaco Ignazio Marino non li ha ascoltati. Il prossimo 31 luglio rischiano di perdere il posto, poiché scadrà l’appalto comunale di Multiservizi per pulimento, refezione e trasporto scolastico a Roma, tutti lavori che i dipendenti dell’azienda attualmente svolgono per stipendi che vanno dai 400 ai 700 euro mensili.
Il nuovo bando elaborato dal Comune e redatto nei giorni scorsi - proprio mentre i lavoratori di Multiservizi occupavano un’aula del Campidoglio - prevede esattamente ciò che i dipendenti dell’azienda chiedevano di evitare. Cioè la suddivisione dell’appalto in cinque lotti, ricavati in base a una suddivisione dei Municipi romani. In sostanza, il servizio che prima era centralizzato, ora viene diviso in cinque parti, e sarà assegnato tramite asta al ribasso, quindi col rischio concreto che si tratti di una svendita. E già questo è difficilmente comprensibile, visto che Multiservizi ha un bilancio in attivo (fattura 87 milioni l’anno), dunque non si comprende perché il Comune dovrebbe danneggiare un’azienda da lui stesso fondata e che porta utili.
Inoltre, il ribasso previsto dall’asta potrebbe ripercuotersi sul numero dei lavoratori, che potrebbero non essere riassunti da chi si aggiudicherà i lotti. Oppure potrebbero essere riassunti, ma solo in parte, proprio approfittando dello smembramento. Ma il peggio deve ancora venire. Chi può partecipare alla gara per il nuovo appalto, che sarà retribuito coi fondi ordinari del bilancio di Roma Capitale? Avendo sezionato in lotti ed essendo sufficiente un deposito cauzionale del 2%, potranno provare a vincere anche società dal basso capitale. Quali sono le tipiche «società» a più basso capitale? Le coop. Il bando prevede che le cooperative certifichino, al momento dell’ingresso in gara, patrimonio netto non negativo. Quindi basta avere patrimonio netto pari a zero. Lo smembramento, in pratica, consente la partecipazione al bando di competitor che - se la gara avesse riguardato (com’è stato finora) tutti i Municipi in un unico corpo - probabilmente non avrebbero neanche potuto sognarsela.
L’offerta sarà valutata in base a un punteggio determinato da: prezzo espresso con ribasso percentuale e offerta tecnica. E ai concorrenti saranno assegnati punti bonus per cose come, per esempio, la somministrazione di omogeneizzati biologici. Si sa, la sinistra di oggi ama il bio e per quello non bada a spese. La sinistra d’un tempo che garantiva i posti di lavoro, invece, è ormai un ricordo.
Già un anno fa, il Comune propose di passare direttamente l’appalto alla piattaforma Consip del Consiglio Nazionale Servizi, nel cui Consiglio di sorveglianza stava Salvatore Buzzi, uno dei principali protagonisti di Mafia Capitale. Erano già stati annunciati tagli al personale in virtù del passaggio, che fu bloccato solo dalle feroci proteste dei dipendenti di Multiservizi. I quali ieri in piazza gridavano: «Marino hai fatto un bel casino. Le cooperative noi non le vogliamo». Ci chiediamo: non si poteva indire una gara che - seppur smembrando e svendendo - prevedesse una clausola di salvaguardia dei lavoratori? Su questa possibilità Alfonso Sabella, assessore alla Legalità, aveva chiesto il 3 giugno scorso un parere all’Autorità Anticorruzione. Forse nemmeno lui sapeva che il nuovo bando era già pronto dal 29 maggio.
Un ultimo particolare. Nel nuovo appalto, è stato aggiunto un servizio di «accompagnamento al trasporto nell’ambito delle attività volte alla scolarizzazione degli alunni rom, sinti e caminanti». Marino aveva dichiarato che voleva chiudere i campi rom e «mettere queste persone nei luoghi dove si possa fare autocostruzione, cioè recupero di edifici abbandonati». Nei campi o tra gli edifici abbandonati chi andrà a prendere i bimbi rom per accompagnarli a scuola? Forse il sindaco in bici? No, andranno i lavoratori di Multiservizi. O, meglio, i lavoratori che manterranno il posto quando l’appalto verrà assegnato. Chissà quanti ne resteranno se nessuno interverrà...

di GEMMA GAETANI

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Commenti all'articolo

  • emigratoinfelix

    10 Giugno 2015 - 18:06

    non fosse del Pd da mo´che l´avrebbero arrestato,sto coso,ma si sa la giustizia per gli amici si interpetra e per i nemici si applica(vedi renzi,vedi carrai,vedi serra)giusto signori procuratori della repubblica?

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