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Un dolore atroce

Roma, la made del bimbo morto nel metrò: "Non ce l'ho con l'addetto Atac e le guardie giurate, capisco la loro buona fede"

Roma, la made del bimbo morto nel metrò: "Non ce l'ho con l'addetto Atac e le guardie giurate, capisco la loro buona fede"

Francesca Giudice ha 43 anni e sta vivendo il momento peggiore e più drammatico della sua vita. Lei è la madre di Marco Grandefronte, il bimbo di 4 anni morto nella metrò di Roma, caduto in un vano degli ascensori della stazione. Un volo di venti metri, fatale: è morto sul colpo. Per la morte di Marco, ora, sono indagati un addetto Atac e due guardie giurate, che hanno provato a liberare il bimbo intrappolato: hanno aperto il pannello per far uscire madre e figlio, ma quando le porte si sono aperte non avevano predisposto la passerella. Un errore fatale. Il piccolo ha fatto un passo in avanti, dunque il volo nel vuoto. Ora, le tre persone, rischiano di pagare carissimo il prezzo del loro errore, che però è figlio del degrado della metropolitana capitolina, un colabrodo invivibile, dove gli ascensori, cronicamente, non funzionano. E infatti è proprio Francesca Giudice ad "assolverli". La madre, infatti, spiega: "Io li perdono, non ce l'ho con quelle persone. Capisco la loro buona fede". Non prova rabbia, dunque, nei confronti dell'agente di sicurezza e delle due guardie giurate denunciate con l'accusa di concorso in omicidio colposo. Prova solo dolore, un dolore estremo, lancinante, per una morte assurda.

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Commenti all'articolo

  • Happy1937

    12 Luglio 2015 - 16:04

    La colpa è unicamente dei responsabili della metropolitana di Roma che lasciano usare ascensori in stato indecoroso di manutenzione. Come al solito in Italia si indagano invece 3 poveretti che hanno cercato di salvare un bambino ed una Mamma che stavano soffocando. VERGOGNA!

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  • Gios78

    11 Luglio 2015 - 18:06

    Questo non li salverà dall'accusa di omicidio colposo. Il nostro codice non prevede la fatalità pura e semplice quindi se qualcuno muore per la condotta commissiva od omissiva di qualcun'altro, quel qualcun'altro si becca l'accusa. La cosa migliore per loro sarebbe stata quel giorno essere altrove.

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  • kidwiller

    11 Luglio 2015 - 18:06

    La colpa non è dei poveri operai ma dei politicanti romani (quasi sempre di sinistra) che nel corso degli anni hanno gestito Roma con nomine di persone incompetenti, in tutti i settori. A scalare le responsabilità sono : del verificatore dell'ascensore, del collaudatore, del datore di lavoro che doveva formare gli addetti al primo intervento e così via, ma a roma come in italia si producono s

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