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Ombre cupe

Mafia Capitale, Salvatore Buzzi accusa Maurizio Lupi ed Angelino Alfano: "Sapevano. Al primo pagavamo le campagne elettorali"

Parla il boss di Mafia Capitale e mette nei guai Alfano e Lupi

Salvatore Buzzi, dal carcere sardo dove è rinchiuso per l'inchiesta Mafia Capitale, in uno dei cinque interrogatori resi tra giugno e luglio al pm Paolo Ielo e al procuratore aggiunto Michele Prestipino, ha parlato del "sistema" della corruzione della politica romano e come venivano spartiti gli appalti. Buzzi ha riferito ai magistrati che nella gestione del Cara di Mineo, in Sicilia, la cooperativa La Cascina aveva rapporti direttamente con l'ex ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, esponente di spicco di Cl ed Ncd, al quale, ha spiegato, "finanziavano le campagne elettorali". Il boss di Mafia Capitale, inoltre, ha tirato in ballo niente meno che Angelino Alfano, affermando che la cooperativa aveva rapporti diretti anche con lui. Gran parte di queste informazioni Buzzi spiega di averle ottenute da Luca Odevaine, prima vice capo di gabinetto di Walter Veltroni, poi capo della polizia provinciale con Nicola Zingaretti e infine al Coordinamento nazionale sull'accoglienza per i richiedenti asilo del Viminale.

Soldi, soldi, soldi - Buzzi, parlando ai magistrati - le sue frasi sono sui verbali - racconta che Odevaine prendeva 10 mila euro al mese dalla cooperativa La Cascina che gestisce il Cara di Mineo perché gli faceva vincere le gare. Parla inoltre dei 100 mila euro che gli doveva dare la coop bianca, in ritardo a suo dire di dieci mesi nei pagamenti. Ma il vicepresidente della coop, Ferrara, si arrabbia e afferma: "Sta sempre a chiedè, gli abbiamo pure ristrutturato un appartamento in via Sicilia". Ed è proprio Ferrara che avrebbe raccontato a Buzzi che, anche se Odevaine era nella commissione che aggiudicava gli appalti, loro non ne avevano bisogno poiché, avrebbe detto, avevano delle relazioni con Lupi.

Parole, parole, parole - Buzzi però aggiunge di non sapere se i finanziamenti fossero in bianco o in nero, e sottolinea che l'ex ministro li aveva messi in contatto con Pizzarotti, il proprietario del residence individuato dal governo per ospitare alcune migliaia di migranti. E poi si spinge oltre: "Poi c'avevano un rapporto diretto addirittura con il ministro Alfano....significa che lo conosceva, c'aveva rapporti diretto con lui, avevano creato un sistema giù in Sicilia, attorno a Mineo, che è un sistema perfetto perché la gara che consegna a Odevaine consente di distribuì soldi a pioggia sul territorio. Nel senso che i Comuni venivano premiati con circa due, tre milioni di euro...".

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Commenti all'articolo

  • a.arconte

    10 Agosto 2015 - 19:07

    Le bande Bassotti hanno infiltrato tutte le Istituzioni, chi finge di non saperlo prende le mazzette da qualcuna di loro ...

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  • antonio.buratto

    09 Agosto 2015 - 06:06

    I politici di sinistra hanno dalla loro parte la magistratura in Italia che li copre nelle loro malefatte atrimenti sarebbero tutti i galera. Questo non è giusto che la giustizia sia di due misure. Quello che fa più schifo e che predicano benea in realtà razzola no molto male.

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  • zim64

    05 Agosto 2015 - 20:08

    Vorrei offendere Angelino sia colpevole o no: alfanoooooooooo!!!!

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  • miraldo

    05 Agosto 2015 - 20:08

    Non dimenticate quelli del M5S pure loro hanno magnato, indagate indagate.............

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    • SmartAlex

      06 Agosto 2015 - 22:10

      hanno talmente mangiato che Buzzi in un'intercettazione telefonica ha detto che il sindaco di Pomezia Fabio Fucci è incorruttibile.... informati, informati!

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