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Bentornato, sindaco

Ignazio Marino indagato per diffamazione per la frase sulla destra nelle fogne

Ignazio Marino

Cosa c' è di peggio che dover tornare a Roma dopo avere trascorso le peggiori vacanze della propria vita che sono costate faccia, credibilità e probabilmente carriera politica? Trovare un avviso di garanzia che ti aspetta sulla scaletta dell' aereo.

E' quello che è successo ieri a Ignazio Marino, atterrato a Fiumicino dopo i famigerati 20 giorni di ferie durante i quali ci sono stati i funerali show del boss dei Casamonica e il Consiglio dei Ministri che lo ha di fatto commissariato, affiancandogli il prefetto di Roma Franco Gabrielli, che, «tra un' immersione e l' altra» del primo cittadino, lo teneva informato al telefono di cosa stava accadendo nella città eterna.

La ciliegina sulla torta di questa estate da dimenticare è arrivata ieri dalla procura presso il giudice di Pace di Roma, dove il sindaco della Capitale è stato iscritto nel registro generale per il reato di diffamazione.

«Un atto dovuto», si affretteranno a replicare dal Pd, almeno coloro che avranno ancora voglia di difendere Marino dopo questa stagione che ne ha segnato l' irrimediabile declino. E la brutta estate di Ignazio, ironia della sorte, ha avuto un picco negativo proprio il 21 giugno, quando alla festa dell' Unità, che si svolgeva nella splendida cornice delle terme di Caracalla, il sindaco era scivolato su dichiarazioni infelici, invitando i politici di «destra», coloro che lo avevano «preceduto» nella gestione della Capitale, a «tornare nelle fogne». Lo sdegno collettivo per quel richiamo al feroce slogan «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne», non aveva avuto un seguito concreto, a parte la querela di due di quegli esponenti, Fabrizio Santori e Fabio Sabbatani Schiuma, che il primo luglio, «con i fatti» e l' assistenza dell' avvocato Remo Pannain, avevano voluto «difendere l' onorabilità della destra» sporgendo querela negli uffici dei carabinieri della Stazione Prati. Le indagini sono andate avanti qualche settimana, giusto il tempo di raccogliere le dichiarazioni del sindaco, frasi che a suo tempo erano rimbalzate su tutti i giornali con tanto di video nelle edizioni online, e l' iscrizione nel registro degli indagati (3923/15) è scattata.

Ora si attende che il pubblico ministero presso il giudice di Pace decida se chiedere l' archiviazione oppure il rinvio a giudizio per il primo cittadino: una mossa che non potrà accadere prima della fine del mese, quando scadranno i termini perchè altre persone possano denunciare Marino per lo stesso reato. «Offese», si legge nella querela di Santori e Schiuma, «che si ritengono gravissime, poichè provenienti dal sindaco di Roma, che dovrebbe essere sindaco di tutta la comunità cittadina e che invece offende un' intera parte politica (...) e i suoi simpatizzanti (...) attribuendo loro i termini dispregiativi di fascisti, carogne e topi di fogna».

La stagione è stata davvero calda per Marino e, forse, quando è arrivato anche il coinvolgimento indiretto nell' inchiesta di Mafia Capitale, per Ignazio è stato proprio il momento di staccare la spina. Pronti via, senza guardarsi indietro, alla vigilia di Ferragosto il sindaco era salito su un aereo che l' aveva portato oltreoceano. «Per una destinazione segreta per motivi di sicurezza», aveva spiegato il suo entourage, «così lontano per non fare vacanze con la scorta», aveva provato a giustificarsi lui. Soprattutto quando si era saputo che era approdato nella sua amata America, con puntatina finale nel bel mare dei Caraibi, a fare quelle famose immersioni che hanno intermezzato le telefonate con il prefetto di Roma, che non ha mai smesso di tenerlo informato su ciò che accadeva intorno a quella poltrona rimasta vuota in Campidoglio.

Niente aveva infatti convinto il sindaco a tornare a casa e a interrompere le ferie. Non il funerale hollywoodiano di Vittorio Casamonica, il 20 agosto, neppure il Consiglio dei ministri che sette giorni dopo lo ha di fatto commissariato e men che mai la prima riunione per il Giubileo straordinario che tra tre mesi metterà a dura prova una macchina organizzativa che si rivela ogni giorno imperfetta. Solo ieri Marino è tornato, appena in tempo per calarsi del bel mezzo dello show antimafia andato in scena in piazza Don Bosco, una fiaccolata organizzata dal Pd in risposta alle esequie che Ignazio aveva etichettato come «un funerale cafone» per il quale non avrebbe rinunciato alle ferie.

E, ironia della sorte, il sindaco è tornato sull' argomento che in queste ore gli sta creando l' ennesimo grattacapo: «Abbiamo cacciato i fascisti, cacceremo i mafiosi».Per fortuna che non ha aggiunto nulla su fogne e spazzatura, anche se nel primo pomeriggio, sul tavolo della prima Giunta che è tornato a presiedere, c' erano proprio tre dossier di primaria importanza e di stringente attualità: il Giubileo, l' Atac e, appunto, l' Ama. Nella riunione Marino ha elencato le priorità dell' amministrazione, insistendo sulla necessità di perseguire risultati visibili in tutta la città e non solo in centro per quanto riguarda pulizia, trasporti e interventi per il Giubileo. Forse ha capito che il gradimento nei suoi confronti è ormai sotto lo zero e, soprattutto, aiuto aiuto, l' estate nera del sindaco non è ancora finita: da qui al 21 settembre chissà che cos' altro può ancora succedere.

di Roberta Catania

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Commenti all'articolo

  • lureal1913

    05 Settembre 2015 - 19:07

    caro marino,dimostri di essere indaco di parte ed anche volgaruccio.

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  • cassandradixit

    04 Settembre 2015 - 17:05

    il riso abbonda sulla bocca degli stolti. dicevano i latini: con Marino non si poteva trovare migliore conferma.

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  • jetstream

    04 Settembre 2015 - 14:02

    150 anni fa, Fedor Dostoevskij ebbe la premonizione che sarebbe arrivato Marino e scrisse il capolavoro : L'IDIOTA.

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  • ottina

    04 Settembre 2015 - 13:01

    Però ha incassato il pieno sostegno di debiase, capirai che sostegno.

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