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Atto secondo

Bruno Vespa risponde a Ignazio Marino: "Auspica la mia rottamazione per esorcizzare la propria?"

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Bruno Vespa:

Non ci sta ad essere offeso, così Bruno Vespa risponde a muso duro al sindaco di Roma, Ignazio Marino. Continuano le polemiche sulla puntata di Porta a Porta di due giorni fa che aveva come ospiti alcuni membri della famiglia Casamonica, puntata in cui si è parlato dei chiacchieratissimi funerali che hanno paralizzato la Capitale. "Invece di supporre, Marino faccia una telefonata a Renzi. È sicuro di trovarlo d'accordo con lui almeno su questo? La Vigilanza deciderà e io la rispetto. Ieri un parlamentare mi ha scritto: sono stato 19 anni in Vigilanza e non ho mai visto un caso del genere". Il conduttore sa benissimo dove andare a parare e colpisce dritto al cuore del rapporto che intercorre tra i due, sempre più ostile e poco chiaro nonostante le rassicurazioni del medico genovese. 

Roma nel caos - "Rispetto i sentimenti del sindaco. Sarebbe tuttavia interessante fare un sondaggio tra i romani: si sentono più offesi dalla trasmissione di Porta a Porta o dalle condizioni in cui si trova la città? O dal fatto che i vigili urbani sono intervenuti in forza al funerale di Vittorio Casamonica non per staccare i manifesti blasfemi o provocatori, ma per regolare il traffico in tilt?", ha incalzato il giornalista.

Replica divina - Intervistato dal quotidiano La Stampa, Vespa ha continuato l'affondo: "Auspicare la rottamazione degli altri per esorcizzare la propria può essere un buon esercizio di training autogeno. In vent'anni Porta a Porta ha sempre battuto i concorrenti che non erano gente di serie B. Il pubblico sceglie, ma è l’editore che decide". Il primo cittadino della Capitale aveva anche definito la sua trasmissione un atto di peccato per ogni cattolico ma Vespa non è rimasto in silenzio e ha prontamente replicato leggendo la parabola del fariseo e del pubblicano: "Dal Vangelo secondo Luca (18, 10-14): Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava tra sé: o Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri e neppure come questo pubblicano. Il resto della storia è noto. Io non non sono così presuntuoso da sentirmi pubblicano, ma i farisei, e non mi riferisco a Marino, dovrebbero essere più prudenti".

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Commenti all'articolo

  • KAKTUSMIMMO1949

    12 Settembre 2015 - 11:11

    Carissimo dott. Vespa, Le ho scritto più e più volte diverse mail, ma sono state sempre cestinate senza neppure leggerle. Perchè.. merito davvero tanta indifferenza!!

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  • VICOVASTO

    12 Settembre 2015 - 11:11

    Bravo Vespa. Un modo elegante per rintuzzare un medico che, dopo vicissitudini dubbie, rientra in Italia, fa il sindaco con i risultati sotto gli occhi di tutti e si permette ancora di sputare sentenze; ah dimenticavo lui è ormai, a suo dire, quasi ANGLO SASSONE, domanda: su cose lo é? direbbe qualcuno dei tempi passati "ai posteri l'ardua sentenza"

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  • TOMMA

    12 Settembre 2015 - 11:11

    Bravissimo Vespa. È con battute come queste che si rimettono al loro posto le mosche cocchiere.

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