Cerca

Sotto il Cupolone

Emergenza immondizia, la Roma del Giubileo è tutta da buttare

Emergenza immondizia, la Roma del Giubileo è tutta da buttare

Non era ancora la Roma del Giubileo, ma quasi. Sabato 3 ottobre in San Pietro parrocchie e movimenti cattolici erano attesi a piazza San Pietro per la veglia di preghiera che ufficialmente ha aperto il Sinodo della famiglia. Un appuntamento assai simile ai grandi eventi che costelleranno il prossimo Anno Santo. Una sorta di prova del fuoco per l’amministrazione della Capitale di Italia guidata da Ignazio Marino. Non solo per l’organizzazione, ma anche per il biglietto da visita che la città aveva da offrire ai pellegrini. Ed è stato un clamoroso flop, che ora davvero impensierisce in Vaticano. Proprio nelle vie di Prati che percorrono i pellegrini per raggiungere piazza San Pietro Roma si è presentata come una discarica a cielo aperto, e addirittura alcuni turisti hanno segnalato la presenza vivace di alcune colonie di ratti che giocavano con la spazzatura a Castel Sant’Angelo, proprio a pochi passi da via della Conciliazione.
Un flop tutt’altro che previsto. Sulla pulizia della città Marino infatti aveva giocato le sue principali carte della fase bis, quella che si è aperta questa estate con la costituzione della nuova giunta dopo che la prima era stata dimezzata da dimissioni e dalle manette dell’inchiesta di Mafia Capitale. Il sindaco di Roma ad agosto aveva promesso «il massimo sforzo» in tema di raccolta dei rifiuti. Facendo la voce grossa, come suo solito (verba volant, purgamenta - rifiuti - manent): «Se Ama non riuscirà a migliorare la pulizia della città, allora affideremo il servizio ai privati». Ad agosto Marino aveva assicurato: «Vedrete a settembre già Roma più pulita».
Siccome al sindaco basta dire le cose, poi poco importa che siano realizzate, in tv ospite di Corrado Formigli il primo ottobre ha sgranato gli occhi dallo stupore, scuotendo la testa quando il giornalista del Corriere della Sera Sergio Rizzo, è sbottato: «Roma oggi è più sporca di prima». Marino, seccatissimo: «Non è vero». E via amenità sul Gps che lui avrebbe fatto montare sui camion della spazzatura per controllarne i percorsi, sui nuovi spazzini che aveva assunto e che dal primo ottobre avrebbero reso la città uno specchio.
In questa pagina c’è la sequenza fotografica di quel che erano le vie dei pellegrini verso San Pietro il giorno dopo lo show di Marino in tv (venerdì 2 ottobre) e la mattina dell’incontro del Papa con le famiglie (sabato 3 ottobre). Da via Germanico a via dei Gracchi, da via Lucrezio Caro a molte piccole traverse di quella zona che conduce i pellegrini a San Pietro ogni angolo della Capitale sembrava una piccola discarica a cielo aperto. Con i bidoni della spazzatura e della raccolta differenziata (che pochi romani invero rispettano) colmi fino all’orlo e la spazzatura accatastata a fianco e perfino per lunghi metri sul marciapiede.
Clamoroso l’accatastamento di rifiuti di ogni genere, umido, vetro, cartonati anche giganteschi intorno ai bidoni di via dei Gracchi angolo via Marcantonio Colonna, a pochi passi da via Cola di Rienzo. Traboccavano i bidoni già dipinti da improvvisati writer, e intorno per una decina di metri solo rifiuti, spesso con i sacchi aperti dagli animali randagi. Mentre il cronista filmava lo scempio, una anziana signora applaudiva: «Pubblicate, pubblicate, almeno qualcuno verrà. Da giorni è così».
Un altro vecchietto si avvicinava timido con una cassa di cartone in mano. Avrebbe voluto gettarla nel mucchio, poi ha guardato la telecamerina in funzione e ci ha ripensato. Pur molto anziano e zoppicante nei passi è andato in cerca di una nuova isola dei rifiuti dove lasciare la cassetta. Su lungo via dei Gracchi. Dopo 100 metri, identica scena. Rifiuti in terra ovunque, sacchetti strappati e sporcizia in giro. Qualcuno ha buttato lì pure una lavatrice. Niente, il vecchino ha proseguito, svoltando in una via laterale. Altri cento metri, nuovo gruppo di bidoni. Ma anche qui, cumulo di rifiuti di ogni genere in terra, sul marciapiede e perfino sulla strada carreggiabile. Impossibile aggiungerne altri: un sacco nero della spazzatura campeggiava sopra una vecchia poltrona in pelle anche lei gettata lì a fianco dei bidoni. Un immagine - simbolo dell’intera capitale: perfino la sporcizia a Roma siede in poltrona, ce ne sono così tante sotto ogni sedere del potere, che si possono buttare via.
Al vecchino il cronista ha poi preso la cassetta da buttare. Messa in macchina per trovare un bidone che avesse ancora spazio, è stato necessario fare più di un km, andare oltre piazza Mazzini. Un bidone aveva ancora capienza. Naturalmente non per il grosso trolley abbandonato da chissà quanto tempo accanto alla campana che accoglie le bottiglie di vetro da riciclare.
Il giorno dopo la valigiona era ancora lì al suo posto. Chissà quando la prenderanno su gli efficienti raccogli-rifiuti con Gps di Marino...

di Franco Bechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog