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Schiaffo a Papa Francesco: cosa facevano i cinesi a due passi dal Vaticano

Schiaffo a Papa Francesco: cosa facevano i cinesi a due passi dal Vaticano

I finanzieri del comando provinciale di Roma hanno scoperto un magazzino nel Rione Borgo pieno di calamite, quadretti, adesivi, braccialetti, portachiavi raffiguranti Papa Francesco. I souvenir servivano a rifornire a una rete di venditori ambulanti. Tre persone, tutte di nazionalità cinese, sono state denunciate all'autorità giudiziaria per contraffazione, ricettazione e violazioni alla normativa sul diritto d'autore.

I Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego, in zona Porta Maggiore, dopo aver fermato per un controllo di routine un furgone, condotto da un cinese che trasportava alcuni colli della stessa merce, sono risaliti  a ritroso nella filiera distributiva giungendo a individuare il centro di smistamento in via Borgo Vittorio: un fatiscente deposito confinante con un negozio occultato grazie ad una porta a scomparsa, a pochi passi dal Colonnato di Piazza San Pietro.

Al suo interno erano stipati centinaia di scatoloni "made in China",  contenenti circa 340.000 souvenir, raffiguranti, a seconda dei casi, l'effige del Papa, gli Stemmi della Città del Vaticano e della Tiara Papale, in difetto di qualsivoglia autorizzazione e, quindi, in violazione alla normativa sul diritto d'autore. Impressionante il traffico di rivenditori, italiani e stranieri, attratti dai prezzi di
vendita della merce, che avrebbe potuto fruttare proventi per non meno di 1,7 milioni di euro.

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    02 Maggio 2016 - 18:06

    ...i doni cinesi non piacciono al Vaticano......quindi....subito chiamata alla Finanza .

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