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L'incontro

Il ministro Franceschini e il Cardinale Ravasi insieme in Vaticano per salvare la bellezza di Roma e dell'Italia

Il ministro Franceschini e il Cardinale Ravasi insieme in Vaticano per salvare la bellezza di Roma e dell'Italia

"Esiste il brutto, un brutto vero, oggettivo, e noi siamo assaliti da ogni parte da un brutto che avanza". Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, non nasconde una realtà inconfutabile, anche se pronunciata in occasione di un forum che parla di bellezza, e della bellezza impareggiabile di cui è intessuta l'Italia, in un luogo- simbolo della perfezione artistico-spirituale, ossia l'antica chiesa di Santo Stefano degli Abissini, nel cuore del Vaticano, dove il cardinale Joseph Ratzinger celebrava messa ogni settimana.

Una cornice ideale, appunto, per un forum che oggi ha affrontato il complesso tema: "La bellezza salverà il mondo. Salviamo la bellezza", promosso dalla Urban Vision e dall'associazione Earth Day Italia. A confronto il cardinale Ravasi e il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, con interventi vari, tra i quali quello di Carla Fracci, Massimo Osanna, sopraintendente per i Beni Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, e il giovane scultore romano Andrea Gandini, che incide volti suo tronchi d'albero tagliati e abbandonati nelle strade di Roma, il quale ha invitato - raccontando la sua esperienza nelle periferie urbane - a "innescare la miccia della bellezza". E in effetti il tema della bellezza minacciata, come ha anche specificato il ministro, rievoca molti altri temi: la bellezza è appunto minacciata dall'incuria, dall'indifferenza, persino dall'odio terrorista (come in Siria, in Iraq, in Afghanistan) e dalla marea montante del degrado. A cominciare dalle periferie, sempre più vaste e abbandonate. Eppure da qui si può ricominciare per recuperare un altro, diverso tipo di bellezza, comunque non trascurabile.

Urgente, quindi, riattivare il circuito virtuoso tra privati e Stato, nell'impegno a custodire, preservare e far conoscere l’immenso patrimonio artistico italiano. Riattivare un nuovo mecenatismo, di cui lo stesso gruppo Urban Vision è un esempio adattato ai tempi che corrono: lo ha ricordato il suo presidente, Gianluca De Marchi, con la storia di quest’azienda leader del fundraising finalizzato al recupero architettonico dei più prestigiosi edifici e monumenti italiano e alla riqualificazione di importanti aree urbane. Facendosi tramite tra le istituzioni e i brand internazionali che intendono contribuire finanziariamente allo sviluppo di tali progetti. "Nel portare avanti questo processo>, ha concluso De Marchi, <ci stiamo rivolgendo anche alla Rete, promuovendo la riqualificazione di opere d’arte meno visibili al grande pubblico che possono, tuttavia, raccogliere consensi online dagli utenti e dalle aziende".

Il sopraintendente Osanna, del resto, ha citato un esempio pratico di crowfunding: con i proventi del libro scritto da Alberto Angela su I tre giorni di Pompei è stato finanziato il restauro di un affresco pompeiano. Ricordando che "l’arte e la fede autentiche sono sorelle tra loro", anche perché, come scriveva Henry Miller, "l’arte e la religione non servono a nulla, tranne che a mostrare il senso della vita", il cardinale Ravasi ha sottolineato la particolarità dell’incontro sulla bellezza che si è tenuto all'interno della Città del Vaticano, "uno Stato minuscolo, che per il 78% del suo territorio è coperto di chiese, monumenti, musei e giardini". Quasi a conferma che "la bellezza è una costante, un emblema della storia della cristianità e soprattutto della Chiesa cattolica". Ma non si sta parla della "bellezza" estetizzante, algida, perfezionista, che oggi dilaga e corrode la visione equilibrata del mondo, quella che costringe le ragazze a volersi sentire belle a tutti i costi smettendo di mangiare, o le donne che si affidano al bisturi per illudersi di rimanere giovani, una bellezza pericolosa quanto la bruttezza. No, quella da proteggere e ri-generare è la bellezza che aiuta ad amare il mondo, perché ne rivela l’anima autentica.

di Caterina Maniaci

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