Cerca

Storie

Hilal, da kamikaze a pasticcere a Roma. La storia allucinante viene dall'Afghanistan

Hilal, da kamikaze a pasticciere a Roma. La storia allucinante viene dall'Afghanistan

Una storia che poteva finire come quella dei due piccoli kamikaze, il turco e l'iracheno, il primo esploso alle nozze di sangue curde, il secondo fermato in tempo a Kirkuk ma pronto a saltare in aria. Invece Hilal Hamidi, afghano, è riuscito a sfuggire a una morte di martirio e a ricostruirsi una vita in Italia.

Il ventunenne ha raccontato a TgCom24 come sia stato reclutato dai talebano afghani quando non aveva che dodici anni. "Stavo dormendo, degli uomini con il volto coperto sono entrati in moschea. Mi hanno svegliato e spinto verso la porta. L’imam ha provato a mettersi fra noi ma è stato picchiato con un kalashnikov. Mi hanno bendato e caricato in macchina". Ma perché proprio lui? " La mia famiglia era benestante, mio padre lavorava per gli americani e per questo un giorno è stato preso e non è mai più tornato a casa. Il mio destino, in qualche modo, era già segnato: sapevano che anch'io non mi sarei schierato con i talebani. Da subito era chiaro che per loro potevo essere solo una bomba umana".

Una volta rapito, i talebani tentano di indottrinare Hilal, ma senza successo. "Ti facevano il lavaggio del cervello per convincerti che comunque era giusto “perché gli infedeli rovinano l’Islam, bisogna ucciderli, è il dovere di ogni buon musulmano, ma mio padre ha voluto che studiassi il Corano. So cosa c’è scritto e non dice assolutamente così". Ed ecco come Hilal è riuscito a fuggire dai miliziani: "Due volte hanno provato a mandarmi in missione. Per convincermi la prima volta mi hanno picchiato, la seconda mi hanno buttato addosso olio bollente, tanto da lasciarmi ustioni sulla testa, sulla schiena e soprattutto sul braccio, dove la carne era bruciata fino all’osso. Ma è stato allora che ho deciso di provare a scappare".

Miracolosamente Hilal riesce a fuggire e, dopo un travagliato percorso tra Iran, Turchia e Grecia, arriva a Roma, dove viene inserito in una comunità. "Piano piano la mia vita è ricominciata. Ho preso la licenza media, ho fatto un corso per pasticcere: ho iniziato ad avere delle giornate piene di cose da fare e di persone con cui parlare. Oggi ho una casa, una fidanzata, amici e colleghi".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • bozzicolonna

    23 Agosto 2016 - 16:04

    bravo ragazzo...dovrebbero mandarlo nelle università ed in tv. altro chè

    Report

    Rispondi

  • Satanasso

    23 Agosto 2016 - 12:12

    Ti prego...se cambi idea, fatti esplodere a Palazzo Chigi ! Prima pero', accertati che sia pieno di merde...cosi' ci liberiamo una volta per tutte !

    Report

    Rispondi

blog