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Woman in Rock, le Signore della musica raccontate dall'arte contemporanea

Le storie di grandi artiste come Janis Joplin, Etta James, Amy Winehouse e Tina Turner nelle opere d'arte esposte al Margutta

Woman in Rock, le Signore della musica raccontate dall'arte contemporanea

La Vittoria, scultura monumentale in ferro di Stefano Mingione apre con forza la collettiva d’arte dedicata alle Signore della musica. Women in Rock è il titolo della mostra curata da Francesca Barbi Marinetti che inaugura nell’art gallery de Il Margutta RistorArte Martedì 10 Dicembre. Presenti le opere degli artisti Massimo Attardi, Francesco Bancheri, Giorgio Bisanti, Elena Boccoli, Cristiano Cascelli, Graziano Cecchini, Adele Ceraudo, Ornella Flora Curatolo, Pablo Echaurren, Lisa Eleuteri Serpieri, Pasquale Nero Galante, Stefano Mingione, Palma Nasoni.

Da un’idea di Ketty Roselli, che il 12 dicembre  porta  nelle sale del Margutta lo spettacolo Women in Rock, da lei stessa interamente scritto, diretto ed  interpretato,  nasce questa mostra collettiva dedicata alle Signore della musica, accompagnata dagli accordi del chitarrista Nicola Costa, conosciuto dal grande pubblico al fianco di Fiorella Mannoia, Ennio Morricone, Nicola Piovani. 

Tenacia, sofferenza, energia e mal di vivere. Sono questi i tratti comuni delle Signore della Musica, protagoniste di questa terza mostra della stagione, dove le voci più amate del rock ma anche del blues e del pop riecheggiano nelle opere  specificatamente ricercate e selezionate da Francesca Barbi Marinetti e che  trovano in questo luogo una nuova ed inconsueta  ribalta,  perpetrando il desiderio delle protagoniste di fecondare il tempo con la propria anima e il proprio talento.  

“La faticosa complessità di un allestimento collettivo  è gratificato dall’insieme di tutte le emozioni raccolte e racchiuse in questi quadri; fragilità e forza smisurata si contendono la strada stabilendo a strattoni il buono e il cattivo tempo, forgiando una sensibilità artistica che si nutre di passione umana – racconta Francesca Barbi Marinetti  introducendo alla visione dell’esposizione– e queste sono donne baciate da un dono divino, martoriate da storie di violenza e tossicodipendenza. Il bisogno di infrangere diventa urgenza e i codici della musica procedono con quelli dell’arte con sensibilità convergenti”.

Ed è proprio nei dettagli di ciascuna opera che affiorano immediatamente i connotati fisici e sentimentali delle Signore della Musica: la Croce e il Cuore, la nudità sofferta ed emaciata, le catene, gli indumenti di pelle, la forza, la rabbia alla stessa stregua della condizione esasperata dell’essere borderline tra vita e morte, la confidenza intima e a volte perversa che si stabilisce tra sacro e profano in tutte le sue forme. Nel polo del gusto vegetariano della Capitale si fa già notare un albero di natale alto tre metri, dove gli addobbi tradizionali lasciano il posto ad una cascata di dischi in vinile, ricercati e  rigorosamente scelti uno ad uno.

“Il Rock è una immagine forte – sottolinea Tina Vannini, padrona di casa del Margutta – e  abbiamo voluto osare proponendolo proprio nel periodo natalizio  raccontando, anche con lo spettacolo di Ketti Roselli, storie di grandi artiste come Janis Joplin, Etta James, Amy Winehouse e Tina Turner,  che dalla loro sofferenza hanno dato la vita a grandi, eterni capolavori. Donne amatissime dal pubblico e spesso mortificate nella vita privata. Per questo abbiamo voluto anche essere, anche noi, sostenitrici della lotta contro la violenza sulle donne”.

Ospitato in questa mostra, proprio per rinnovare l’attenzione sul tema, è  di Marina Bellini è il video-machinima “Red Shoes” - le scarpe rosse simbolo del femminicidio. Un messaggio che viene rafforzato dalla presenza dell’ADGI, l’Associazione Donne Giuriste Italiane, quotidianamente impegnate nell’analisi delle situazioni di crisi e nell’individuarne le soluzioni, alla quale verrà devoluto parte del ricavato dalla vendita delle opere.

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