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I bambini romani descrivono

in versi la Roma che vorrebbero

I bambini romani descrivono
La Roma sognata dai bambini delle scuole elementari è una Roma meno sporca, con più spazi verdi e dove «la gente nun s'ammazza, solo perché è de n'antra razza».
Molti dei 2.762 bambini di 102 scuole romane elementari e medie hanno partecipato al festival della poesia dei ragazzi dal titolo «La Roma che vorrei», nell'ambito dell'edizione 2009 del premio Laurentum. I giovani poeti hanno così descritto la Capitale che vorrebbero.
Tra le poesie decretate vincitrici durante la cerimonia di premiazione, che si è svolta oggi, ci sono anche quelle in romanesco, a cui è stata dedicata una sezione speciale. Una delle composizioni segnalate è quella di Davide, della IV elementare dell'Istituto Lambruschini, che ha scritto in versi: «Sindaco Alemanno, ma 'sti politici che fanno? Pè noi regazzini ce sò pochi giardini e ancora meno quatrini. A politici, che state a fà? Le bambole state a pettinà?»; un altro premiato, Alessio, della V elementare del circolo Parini descrive “Roma malata” con «carte, mozziconi e monnezza a volontà e li capelli tua che profumavano de rose e de mughetti? Mò puzzano de smog e de cassonetti!». Ma la poesia in romanesco che ha vinto il primo premio è quella di Erika, della IV elementare dell'istituto Pio La Torre, che vorrebbe una città ideale «dove la gente nun s'ammazza».
C'è anche chi, come Marzia della IV della scuola Wojtyla, vorrebbe «che i suoi artistici Monumenti non avessero graffi e scritte fin sopra ai denti». I piccoli poeti sono tutti uniti, insomma, nel chiedere una città più pulita e più a misura di bambino.

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