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Bonino pensa agli stati generali della sanità

"Se sarò eletta presidente della Regione Lazio, entro tre mesi lancerò operazione verità e trasparenza"

Bonino pensa agli stati generali della sanità
"Stati generali della sanità entro tre mesi dal voto, se sarò eletta". La candidata radicale alla Regione Lazio, Emma Bonino, mette in cima alla lista del programma elettorale proprio la questione sanità. Oggi, in un convengo al policlino di Roma Umberto I, la Bonino ha parlato a lungo di un tema complesso e spinoso come la sanità- "La soluzione miracolo non esiste", tuttavia i problemi che gravano sulla sanità della regione Lazio si possono risolvere "con un cambio radicale di metodo" - ha detto la candidata del Pd - il che vuol dire "più conoscenza da parte dei cittadini, più controllo, più efficienza, più trasparenza e più regole".

La Bonino non le manda a dire a nessuno. Infatti, nel suo discorso, ha detto che il primo passo da compiere è quello di "rompere assolutamente il vincolo di commistione tra politica e gestione della sanità regionale".  Ma soprattutto "va fatta una grande operazione di verità e trasparenza", a cominciare dal capitolo della spesa sanitaria dove si registra "un assoluto squilibrio tra la spesa sanitaria e quella sociale". Ecco perchè, ricorda Bonino, se eletta "convocherò entro tre mesi gli stati generali della sanità".

Tra i tasti dolenti Bonino cita la spesa farmaceutica "arrivata a livelli di esplosione", e soprattutto il problema dell’ingente debito da ripianare, "operazione non da poco". Infine, la candidata del centrosinistra punta sull'introduzione del "controllo degli obiettivi e la valutazione del loro raggiungimento da parte dei manager. Bisogna riportare il bilancio alla legalità".

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Commenti all'articolo

  • gasparotto

    03 Marzo 2010 - 18:06

    La Bonino racconta balle grosse come un dirigibile. Come fa a parlare di stati generali e di sanità , lei che non è stata nemmeno un giorno in una corsia di ospedale a verificare quello che succede? Ospedale non ultima spiaggia, ma unica spiaggia e piena di insidie. Si è insistito tanto nel riformare questo e quello , partendo sempre dalla madre di tutti gli sperperi, la 833, che nacque quando in Inghilterra era già fallita una riforma simile. E quanti sono partiti con le intenzioni di Bonino? Persino la triplice sindacale che volle la riforma del prontuario farmaceutico, la CUF e czzi vari. L'aziendalizzazione, il direttore generale, i distretti sanitari...e la spesa sempre su, sempre più su. Ora è implosa, scoppiata.Tremonti dice che l'Italia è in default per la sanità. Io l'avevo previsto sin dall'incipit dalla riforma sanitaria 833, un sogno nel casseto delle sinistre cattocomuniste, che sarebbe stato un fallimento totale, su tutti i fronti. Uno sperpero immane di denaro pubblico.

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