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Alla Garbatella arriva il primo orto comunitario

I cittadini potranno coltivare l'area "alleviando le conseguenze della crisi economica sui loro redditi"

Alla Garbatella arriva il primo orto comunitario
Arriva alla Garbatella il primo orto per la collettivià, un'area verde che gli abitanti della Capitale potranno coltivare direttamente, "alleviando le conseguenze della crisi economica sui loro redditi".

Così il consigliere provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà e vicepresidente della Commissione Ambiente della Provincia spiega l'importanze di un nuovo modello di "autoproduzione agricola". Il fenomeno degli orti urbani ha preso piede negli ultimi anni in varie città d'Italia, scrive in una nota Gianluca Peciola, e prevede l'utilizzo collettivo di aree verdi, secondo il principio del km zero, dell'agricoltura biologica e dell'economia solidale.

"Da quasi un anno un gruppo eterogeneo di associazioni e realtà del territorio, tra cui Casetta Rossa Spa e Legambiente, che hanno dato vita al Coordinamento Orti Urbani Garbatella, con il sostegno della Provincia di Roma e del Municipio XI, ha deciso di riqualificare una parte di questo spazio verde dietro la Regione Lazio e di renderla fruibile ai cittadini. Questo è il primo orto comunitario realizzato a Roma. L'importanza di questa iniziativa sta nello sviluppo di un modello di autoproduzione agricola, in grado di alleviare le conseguenze della crisi economica sui redditi delle famiglie. Tra gli altri obiettivi del progetto vanno segnalati quello di aver riqualificato un'area abbandonata, altrimenti esposta al rischio di speculazione edilizia e di aver costruito un luogo dove sviluppare nuove relazioni sociali, al fine di favorire la solidarietà e il mutuo soccorso tra le famiglie e di ridurre la distanza tra giovani generazioni e anziani".

Gli orti comunitari di Roma si trovano tra via Rosa Raimondi Garibaldi e via Cristoforo Colombo. Da qualche mese sono stati assegnati i primi 15 appezzamenti, di cui due a scopo didattico, di 40 mq per quattro anni.

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Commenti all'articolo

  • Scrappy

    15 Giugno 2010 - 09:09

    è una iniziativa lodevole , che ci sveglia dal torpore sociale, bambini ragazzi e vecchi del quartiere in un progetto comune...una speranza per la comunicazione e la memoria storica...vivere il quartiere con un progetto trasversale e transgenerazionale.

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