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Ancora uova contro la Cisl. Ma è una bufala

I rappresentanti di Generazione Precaria avevano rivendicato il falso gesto su Facebook

Ancora uova contro la Cisl. Ma è una bufala
Un comunicato e una rivendicazione sul sito del gruppo Generazione Precaria avevano fatto pensare a un nuovo assalto alla Cisl. Vista l'ondata di contestazioni che da qualche giorno investe il sindacato, la notizia di uova e gavettoni di vernice rossa diffusa sul web, anche tramite Facebook sembrava possibile. Ma la rivendicazione faceva parte di un'inutile messinscena. Il movimento si è attribuito un nuovo, ma falso, blitz contro una sede della Cisl "al Casilino", non un quartiere ma un 'quadrante' della Capitale. Come dire "in nessun luogo". "Non sappiamo neppure se esista una sede Cisl al Casilino", spiegano gli esponenti di GenerazioneP, "uno scherzo svela molte verità" e "noi crediamo di averne svelate almeno due: il sistema mediatico e il dibattito politico italiano è talmente ridicolo e lontano dalla realtà da poter essere egemonizzato per una mattina da una notizia palesemente falsa". Il trucco è stato montato ad arte con tanto di foto pubblicate che però si riferivano a episodi del passato. Sul social network si scatenano commenti come "in un Paese di buffoni, uno scherzo svela molte verità" e "ma la Cisl non sa nemmeno che sedi ha?".

La rivendicazione
- Generazione Precaria sosteneva di aver imbrattato la facciata dell'edificio con uova, gavettoni di vernice rossa e una scritta: "La generazione P. cerca casa", per ricordare "a tutta la classe dirigente, a partire dai dirigenti sindacali, che anziché gridare allo scandalo per ogni manifestazione di dissenso e indignazione in questo paese dovrebbe invece interessarsi dei problemi che viviamo tutti i giorni, a partire da quello di una intera generazione strangolata dalla precarietà ed impossibilitata ad esaudire il più normale dei bisogni e delle aspirazioni, quello di avere una casa propria".

Polpette al potere - Il gruppo diceva di aver scritto sul muro, dall'altro lato della strada, "polpette al potere", una definizione "ben calzante, secondo noi, di quelli che dirigono questo paese. Rivendichiamo pubblicamente - concludevano - questo gesto. Non abbiamo nulla da nascondere, e siamo disposti ad affrontare la temibile multa del sindaco Alemanno per i writers e gli imbrattatori, e sorrideremo a i soliti che ci definiranno 'pericolosi antagonisti', 'terroristi' o persino 'squadristi".

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