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Cinecittà, rischio chiusura: fronte bipartisan per salvare il polo

Per il cinema 'made in Italy' scendono in campo Gasparri e Chicchitto (Pdl), Veltroni (Pd) e Cesa (Udc)

Cinecittà, rischio chiusura: fronte bipartisan per salvare il polo
Cinecittà, il tempio del cinema italiano, in verità un po' in declino, rischia di serrare i battenti a causa dei tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo. Lunedì sera, nell’incontro fra 100 autori ed il ministero dei Beni culturali, Sandro Bondi, e il regista Maurizio Sciarra, che ha espresso tutta la sua preoccupazione: “Fonti interne al dicastero parlano d'ipotesi chiusura per Cinecittà” racconta a Cinematografo.it. “Non è stato presentato nessun piano di rilancio per la struttura. Potrebbe anche essere messa in campo l'ipotesi di privatizzare completamente la struttura, mettendo a repentaglio un patrimonio, come l'archivio dell'Istituto Luce, che non appartiene solo a noi italiani, ma al mondo intero".

Il ministero dei Beni Culturali nega l'ipotesi chiusura, senza nascondere però le difficoltà economiche ed il pericolo di contrazione dell'industria cinematografica. "Le risorse stanziate" afferma il Ministro Sandro Bondi "sono insufficenti a garantire qualsiasi attività e a mantenere integra la forza lavoro attualmente in opera, con grave detrimento della possibilità di attrazione di investimenti esteri ed inevitabile diminuzione dei ricavi"

LA MAGGIORANZA - Il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, si schiera dalla parte degli autori: “Bisogna raccogliere senz'altro il grido d'allarme che arriva da Cinecittà e dall'Istituto Luce”. Al suo fianco Fabrizio Cicchitto: “E’ giusto investire in istituzioni culturali come Cinecittà e l'Istituto Luce, fondamentale elemento di memoria storica”.

L'OPPOSIZIONE -
La preoccupazione è bipartisan: dello stesso parere Walter Veltroni, al quale si associano anche i Senatori Vita e Chiti del Pd: “Sarebbe davvero un amaro paradosso se proprio mentre l'Italia festeggia il centocinquantesimo della sua nascita dovessimo assistere alla chiusura del più antico e prestigioso polo dell'industria della cultura e dello spettacolo rappresentato da Cinecittà-Luce”. Non manca una critica all’operato del governo: "I tagli e una politica miope e punitiva della destra rischiano di provocare il collasso”. Preoccupato per le sorti degli operatori del settore l'esponente dell'Udc, Lorenzo Cesa: “Ci auguriamo che il governo voglia dare al più presto risposte ai lavoratori, che non meritano di pagare sulla loro pelle l'incertezza che regna intorno al ministro Bondi e al suo dicastero”.

Anche Marco Muller, direttore della Mostra del Cinema della Biennale di Venezia, parla in tutela del cinema italiano: “Perdere un marchio storico di tale importanza, proprio nel momento in cui gli stranieri dimostrano di voler tornare a Cinecittà, vorrebbe dire impoverire irrimediabilmente a livello internazionale quel che resta del Made in Italy cinematografico”.

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