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Renata Polverini: "Abbiamo raccolto elettori pronti ad andare altrove"

Con la sinistra scomparsa a Sora e Terracina, il Pd costretto a scegliere un sindaco di centrodestra

Renata Polverini: "Abbiamo raccolto elettori pronti ad andare altrove"

 

È la sola, tra gli amministratori locali del Lazio, ad aver incontrato Silvio Berlusconi dopo le ultime elezioni. Del resto tra il premier e Renata Polverini l’intesa è ottima. E anche l’incontro di ieri a palazzo Grazioli, il primo dopo le elezioni, è «andato molto bene». 

Di che avete parlato? 

«Abbiamo analizzato i dati delle elezioni, analizzato i ballottaggi più importanti,  e parlato del Lazio, che è la Regione che ha avuto la più alta partecipazione al voto e dove abbiamo concorso tutti insieme vincendo al primo turno grazie anche al riconoscimento del lavoro della Regione che mi pare sia stato molto apprezzato». 

Senza dimenticare il ballottaggio a Sora e Terracina tra i candidati della sua lista e quelli del Pdl...

«Eravamo tutti consapevoli che si andava alle urne lealmente con ambedue i candidati e consapevoli di una ipotesi ballottaggio tra Pdl e le liste di Città Nuove». 

Parte del Pdl non darà indicazioni su chi votare, il Pd ha intenzione di appoggiare Città Nuove a Sora, ma non a Terracina. Come legge questa scelta?

«Siccome facciamo tutti politica, io un po’ da meno tempo di loro, sappiamo bene che i ballottaggi li decidono gli elettori più di quanto non decidano le coalizioni nella prima tornata. È evidente che quelli di sinistra decideranno rispetto al loro grado di gradimento del candidato. Dopodiché penso che vada apprezzata una persona che ha votato Pd e che oggi decide di votare un altro candidato. La democrazia è questa».

Ma farà un accordo col Pd? 

«Ci ragionano i partiti locali, non io e nemmeno Montino.  Credo comunque che l’unica cosa buona che possiamo dire tutti è che vincerà sicuramente il migliore, ma chiunque vince sarà un candidato di centrodestra». 

Diciamo pure che il centrosinistra è scomparso da quelle parti...

«Praticamente sì. Se concorrono due candidati che arrivano dalla stessa coalizione vuol dire che la sinistra non ha avuto nulla di così interessante per essere apprezzata dagli elettori».

Molti all’interno del Pdl dicono che lei abbia creato un po’ di scompiglio. Sente il peso di questa responsabilità?

«Scompiglio nel Pdl? Non direi. Ho presentato soltanto pochi candidati e poche liste. Sanno tutti che ho fatto campagna elettorale per il Pdl. Adesso sto andando a festeggiare i sindaci Pdl eletti a Colleferro e Valmontone...». 

Quindi il Pdl le dovrebbe farle i complimenti...

«Penso che abbiamo portato un voto nuovo, fresco, che il Pdl non avrebbe raccolto. Questo è stato possibile con questa lista di persone (Città Nuove, ndr), che sono espressione della società civile. Direi anche che dobbiamo continuare ad andare avanti con serenità, come abbiamo fatto fino adesso. Gli elettori sceglieranno». 

Quindi basta chiacchiere inutili? 

«Non voglio creare scompiglio, non l’ho fatto. Purtroppo lo scompiglio c’è stato durante la campagna elettorale quando la lista del Pdl non fu presentata. Quello sì che lo definirei scompiglio». 

Del resto i candidati di Sora e Terracina facevano parte del consiglio regionale...

«E facevano parte della stessa coalizione che ha portato me a vincere le elezioni. Due persone che ci hanno messo la faccia, sono state elette ed escluse dalla Pisana per una sentenza del Tar». 

Per questo le ha volute premiare con una candidatura? 

«Io non amo abbandonare le persone che hanno fatto squadra con me. Non l’ho fatto oggi con loro, non l’ho fatto mai con nessuno. Quindi, nel momento in cui il Pdl ha ritenuto che non fossero candidati di sintesi per Sora e Terracina, ho deciso di dargli la possibilità di giocarsi la partita. Ho  agito correttamente». 

A che elettorato si rivolge? 

«C’è molto malcontento e ben venga questa lista perché fa comunque parte di uno schieramento di centrodestra. Credo anche che una parte di elettorato è stanco di un certo tipo di politica. Mi pare che questo voto ha dato un’idea chiara: ci sono elettori che si sono ritrovati in candidati di rottura. Allora se anche questa lista è stata in grado di raccogliere questo consenso ben venga, perché magari l’elettore sarebbe andato dall’altra parte».

Punta al Campidoglio? 

«Io? Per carità. Mi piace talmente tanto la Regione che  non ci ho mai pensato». 

E a una lista sua da presentare nel 2013? 

«Scherzando ho detto al giornalista del Corriere della Sera che mia nonna diceva “Beato chi ha un occhio”. E lui l’ha scritto. Il fatto è che la politica è talmente veloce che a fare programmi troppo in anticipo si perde tempo. Mi auguro che il sindaco continui a fare bene e che venga riconfermato». 

Sì, ma lei, dopo aver fatto per cinque anni la presidente della Regione, che vuole fare? 

«Tutti noi facciamo quello che facciamo per essere riconfermati. Nel primo mandato si prendono le misure, si fanno delle cose e poi bisogna consolidarle, per il momento è così».

 

 

di Tiziana Lapelosa

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