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Il Comune sarà parte civile contro Burtone

Il giovane aveva colpito una donna romena nella metro con un pugno causandone la morte

Il Comune sarà parte civile contro Burtone

Il Campidoglio sarà parte civile nel processo contro Alessio Burtone, il ventenne accusato di aver ucciso con un pugno l’infermiera romena di 32 anni Maricica Hahaianu, dopo una lite alla stazione del metrò Anagnina avvenuta l’8 ottobre scorso. Ad accogliere la richiesta del Comune di Roma sono stati i giudici della I Corte d’Assise, davanti ai quali ieri è iniziato il processo che vede Burtone accusato di omicidio preterintenzionale. Nel corso dell’udienza, in cui erano presenti il marito e il fratello di Maricica, il legale del Campidoglio, l’avvocato Nicola Sabato, ha spiegato che la morte dell’infermiera romena ha causato al Comune «un grave danno d’immagine. Certi eventi feriscono la comunità, viene suscitato un turbamento morale». Alla richiesta si erano invece opposti gli avvocati Fabrizio Gallo e Gian Antonio Minghelli, difensori di Burtone, i quali avevano ricordato come in passato il Campidoglio non si fosse mai costituito parte civile in «gravi eventi delittuosi che avevano come imputati cittadini romeni» o nel processo per pedofilia a carico di Don Ruggero. Il presidente della Corte, Anna Argento, nell’accogliere la richiesta dell’avvocato Sabato ha invitato i legali a non trasformare il processo in una contrapposizione tra italiani e romeni. 

Oltre all’ammissione delle parti civili, il Tribunale di Roma ha deciso di sciogliere uno dei nodi cruciali della vicenda disponendo una perizia medico legale per accertare le cause della morte di Maricica. L’obiettivo dei giudici è quello di accertare se il decesso dell’infermiera, avvenuto dopo una settimana di coma, sia stato causato dal pugno sferrato dal ventenne, come sostiene la consulenza disposta dal pm, o dalle cure sbagliate ricevute in ospedale, come invece affermano i consulenti nominati dal collegio difensivo di Burtone. La perizia verrà affidata nel corso della prossima udienza, fissata per il 21 giugno, in cui verranno ascoltati anche i primi testi. 
La Corte ha invece respinto la richiesta presentata dagli avvocati dell’aggressore di rito abbreviato condizionato all’audizione di testimoni e a una nuova perizia. Un iter processuale, quello avanzato dai legali del ragazzo, che avrebbe comportato, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena prevista per l’omicidio preterintenzionale. Tra i documenti acquisiti dalla Corte, infine, ci sono la foto di Burtone al momento dell’arresto, che col volto coperto da un cappuccio sembra sorridere, e il filmato delle telecamere, che hanno ripreso le fasi del diverbio e il pugno. I giudici si sono riservati sull’opportunità di trasmettere il video in aula.

di Rita Cavallaro

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