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Meeting Rimini, l'Italia popolare di chiesa e canzoni

Presentata a Roma la 32esima edizione: c'era anche Napolitano: cento convegni e una mostra dedicata agli Apostoli

Meeting Rimini, l'Italia popolare di chiesa e canzoni
Un’Italia popolare, quella delle canzoni, ma anche quella delle chiese, delle feste di piazza, dell’aiuto reciproco, della fede come radice stessa della propria storia e della quotidianità: sarà con quest’immagine che si aprirà la trentaduesima edizione del Meeting di Rimini, presentato mercoledì a Roma. E per la prima volta, in modo ufficiale, ci sarà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad aprire la settimana densa di avvenimenti, incontri, convegni, mostre, spettacoli, in scena dal 21 al 27 agosto.

Oltre cento convegni, un omaggio  con cui saranno celebrati i 150 anni dall’Unità d’Italia; una  mostra dedicata agli Apostoli. Sono questi gli ingredienti salienti di queste edizione del Meeting, presentata appunto oggi a Roma, a Palazzo Borromeo, sede dell’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presenza del cardinale Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, del ministro degli Esteri Franco Frattini, di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per  la Sussisdiarietà e di Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting per l’Amicizia fra i popoli.

Titolo della trentaduesima edizione “E l’esistenza   diventa una immensa certezza”. "Tutto attorno a noi", spiegano gli organizzatori in riferimento al tema lanciato per il 2011, "sembra che non sia più possibile alcuna vera certezza e che le uniche certezze siano quelle prodotte dal controllo tecnologico del mondo, fino a quando almeno la realtà non si presenti nella sua incontrollabilità. Invece, vogliamo dimostrare che ci sono certezze e che vale la pena di viverle fino in fondo".

Tra gli altri, vogliamo segnalare un appuntamento interessante: lunedì 22 agosto sarà messo in scena un testo “dimenticato” di uno dei più grandi scrittore europei, Gilbert Keith Chesterton, a sua volta torppo poco preso in considerazione, data la sua assoluta grandezza, ossia il suo poema "La ballata del cavallo bianco", scritto nel 1991, recitato dall’attore Massimo Popolizio.

di Caterina Maniaci

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