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Porta Pia: il parcheggio c'è, ma è chiuso da 40 anni

L'area sotto il piazzale di Porta Pia potrebbe ospitare fino a 500 automobili. Per ora c'è soltanto degrado

Porta Pia: il parcheggio c'è, ma è chiuso da 40 anni
Cinquecento posti auto interrati e mai utilizzati nel cuore della città. Un monumento allo spreco, semi-ignorato  dagli stessi abitanti, del tutto dimenticato dal Comune di Roma.  Il parcheggio fantasma si trova sotto il piazzale di Porta Pia. Si estende sotto tutta la piazza, l’epicentro corrisponde esattamente al Bersagliere. Finito di costruire nel 1968, insieme ai sottopassi del Muro Torto e al parcheggio gemello del Galoppatoio, da allora per qualche misterioso motivo non è mai stato aperto.
L’area è di proprietà  demaniale, ma in gestione ormai da quasi mezzo secolo al Comune di Roma. Una piccola parte  è utilizzata dalla Polizia municipale come unità di controllo dei sottovia di Corso d’Italia. Da lì i vigili possono accedere alla galleria in caso d’emergenza, bloccare eventualmente la circolazione. Ma si tratta di uno spazio minimo.  «Il resto è vuoto, inutilizzato - conferma Alessandro Marchetti, segretario del sindacato Sulpm della Polizia municipale - tutt’al più viene usato un angolo come deposito di vecchi cartelli stradali». 
Ma sotto è davvero così grande? Basta un sopralluogo. Ed eccolo, il Re dei parcheggi-fantasma di Roma, oltre 40 anni alle spalle. Ai quattro angoli di piazzale di Porta Pia si vedono ancora in buono stato le scale pedonali. Tutte (almeno a prima vista) sbarrate da cancelli con pesanti lucchetti. Sopra una scala spicca un cartello di divieto d’accesso, risalente a una remota ordinanza del 1968. Sindaco di Roma era all’epoca Santini, Dc. Presidente del consiglio, Rumor. Una vita fa. Quasi mezzo secolo.
Uno di questi cancelli per caso (o per motivi reconditi, chissà) è semi-aperto.  È l’occasione per gettare un’occhiata.  Una seconda rampa di scale, oltre il cancello, porta più giù. Circa 5-6  metri più in basso del livello stradale del sottovia di corso Italia. Non c’è anima viva, solo pilastri di cemento armato. Dentro regna sovrano il buio. Ma per quello che si riesce a intravedere, strizzando gli occhi, lì sotto lo spazio è davvero enorme. Quante auto potrebbero entrarci?
«Almeno 500», calcola l’associazione cittadina Pro Pup Roma che si batte per lo sviluppo dei parcheggi interrati.  «Anche di più, forse 600 - conferma l’edicolante del chiosco all’inizio di via Nomentana -  Mi ricordo bene quando l'hanno costruito, il parcheggio è immenso, da ragazzini  ci divertivamo a correre fra le colonne.  Abbiamo chiesto più volte al Comune di aprirlo, ma invano. Qui la gente non sa dove posteggiare - aggiunge -  Fioccano centinaia di multe. Tenere chiuso quello spazio è proprio  uno scandalo!».  «Forse dovremo aspettare altri 10 anni, arrivare al 150° della Breccia», recrimina amareggiato Stefano Vittori, portavoce del comitato di quartiere. 
La maggior parte degli abitanti, però, è all’oscuro di tutto. Una donna con il cane strabuzza gli occhi: «Sotto Porta Pia? Non lo sapevo!».  Un altro scuote la testa: «La solita leggenda metropolitana». Eppure quattro anni fa erano arrivate a illuminare i sotterranei  perfino le telecamere di “Striscia la Notizia” con Jimmy Ghione. Ma tutto inutile. Il grande desaparecido resta chiuso.  Attorno si vive in stato d’assedio: multe, clacson, auto parcheggiate pure sopra gli alberi.

di Marcello Viaggio

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