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AltaRoma chiude e la Regione paga

La kermesse chiude in positivo. il Sindaco offre villa Ada per la Casa della moda, ma che fine farà l'evento?

AltaRoma chiude e la Regione paga
La Regione Lazio pagherà il suo contributo di 600.696 euro dovuti per l'anno 2011 ad AltaRoma, lo ha detto Adriano Franchi direttore generale della società consortile, che, durante la conferenza stampa di chiusura della manifestazione dedicata all'alta moda ha confermato di aver ricevuto una lettera dal Dipartimento delle attività produttive firmata dal direttore Marotta, in cui  si comunica la risposta positiva alla richiesta di AltaRoma. Questa però è l'unica comunicazione pervenuta dalla Regione, la cui partecipazione alla prossima edizione è quindi ancora in dubbio.

Chiusura  in positivo - Nonostante le incertezze che aleggiano sul suo futuro, "la manifestazione chiude in positivo", ha detto il presidente, Silvia Venturini Fendi. Si porta a casa il sostegno implicito del sindaco di Roma Gianni Alemanno (nella foto, con la Fendi) che proprio durante la fashion week romana ha detto di voler destinare villa Ada al progetto della Casa della moda e raccoglie consensi per i contenuti del suo calendario. Il lavoro portato avanti nelle ultime stagioni inizia a dare i suoi frutti e la manifestazione sta diventando un vero e proprio punto di riferimento per due realtà fondamentali per il comparto moda, quella artigianale  - promuovere l'alto artigianato è uno dei principali obiettivi di AltaRoma (mission perseguita in modo significativo con gli  appuntamenti A.I. Gallery e Fair e  dalla visita da Antonio Grimaldi che ha aperto il suo atelier) - e quella legata alla linfa nuova, ossia ai giovani creativi (contando solo le scuole 200 emergenti della moda hanno sfilato in questa edizione), che contrariamente a quanto si pensa sono diventati un'importante attrattiva per buyers e stampa internazionale. Appuntamenti come Limited/Unlimited e Who’s on Next sono oggi di grandissimo richiamo, tanto da spingere una penna illustrissima della moda, Suzy Menkes a volare nella Capitale per scoprire i couturier di domani. Quest'anno hanno vinto Angelos Bratis e Alessio Spinelli, mentre seconda è arrivata Stella Jean. Ne sentiremo parlare? Probabilmente si, i finalisti del concorso di AltaRoma e Vogue Italia – ad oggi 67 di cui 14 romani ("Sintomo che la scuola romana esiste eccome", ha detto la Fendi inorgoglita) - sono tutti destinati a diventare stelle della moda.
 
Nomi internazionali e big romani - Ci sono anche i grandi nomi internazionali – Mario Testino con Todo o Nada e Kate Moss (anche se solo in versione 3D) –  ad attirare l'attenzione e a dare una mano agli storici big per troppo tempo lasciati soli a tirare avanti la carretta e oggi aiutati anche da qualche nuovo ingresso – Nino Lettieri e Giada Curti - e da location strepitose: la Pellanda del Macro ha ospitato Gattinoni e la sua collezione siderale che accende una speranza per le donne con le curve (ha sfilato anche Tanya Gervasi, top model curvy), villa Pamphili dove Renato Balestra ha messo in scena una collezione romanticamente ispirata alle rose (ma anche ad arlecchino e piena di marabù), il Campidoglio, che ha ospitato la maison Sarli, che, orfana del maestro Fausto scomparso a dicembre, ha dimostrato di poter parlare di continuità stilistica con una collezione tutta bianca e nera  ideata da  Rocco Palermo e Alberto Terranova, senza parlare del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, che ha accolto Raffaella Curiel e la sua collezione colta dettata da Manet e dagli impressionisti e gli stilisti stranieri in calendario (Jack Guisso, Rami Al Ali, Abed Mahfouz e Tony Ward). Attraverso il dialogo tra generazioni (se ne è parlato anche nel talk condotto da Maria Elena Capitanio e Pascal Gautrand che nel presentare il secondo volume di Made in Town, bibbia degli indirizzi del su misura al femminile firmato da Gautrand e Spezzigu, ha messo a confronto le new entries di settore con le colonne del costume davanti a Micol Fontana), tra big e promesse, AltaRoma si è ritagliata un posto privilegiato da cui osservare la fashion industry.  Le incertezze sul futuro della manifestazione quindi riguardano solo i fondi da trovare – la soluzione si augurano in molti potrebbe stare nei privati sempre più coinvolti e interessati alla kermesse, considerato che, dati alla mano sta acquistando sempre più considerazione distaccandosi da competitors che poi per natura stessa competitori non sono- nel caso in cui la Regione confermasse l'uscita  dalla società.  

di Donatella Perrone

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