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Roma insegue gli splendori rinascimentali

Nella Capitale la mostra 'Il rinascimento a Roma': alla ricerca del miracolo e dell'intelletto che resero la città il centro del mondo

Roma insegue gli splendori rinascimentali
Non sarà facile, purtroppo, rintracciare il profilo straordinario della Roma rinascimentale, sommersa com’è dal traffico, dalle macchine strabbocanti per ogni vicolo e piazzette e davanti a ogni palazzo, per il caos e il rumore lo strazio dei graffiti selvaggi… Insomma, il miracolo di arte e intelletto che resero Roma il centro del mondo dalla fine del Quattrocento fino agli albori del Seicento oggi appare più appannato che mai. Ma allora potrà essere benemerito l’intento della 'mostra “Il Rinascimento a Roma.  Nel segno di Michelangelo e Raffaello” , che aprirà i battenti domani e alla quale è abbinato anche un tour ad hoc, in cerca del volto rinascimentale meglio conservato, dalla chiesa di San Pietro in Montorio al Palazzo della Cancelleria, dalla spledida Villa Farnesina all’oratorio di San Giovanni Decollato.

La mostra è a curata da Maria Grazia Bernardini e   Marco Bussagli, nell’intento di illustrare l’arte nel Cinquecento della Città eterna,   dall’alto Rinascimento della Roma di papa Giulio II e Leone X - e dei   due massimi artisti, Michelangelo e Raffaello - fino all’arte dei   decenni successivi che, sostanziata di cultura umanistica, declina   verso una astrazione della forma più elegante e decorativa per   arrivare all’epoca della morte di Michelangelo (1564) profondamente   condizionata da una nuova e coinvolgente religiosità.

La mostra allestita fino al 12 febbraio 2012 a Palazzo Sciarra,   a Roma, e promossa dalla Fondazione Roma organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei con Arthemisia Group, si avvale di un prestigioso comitato scientifico presieduto da  Vittorio Sgarbi e formato da Cristina Acidini, Maria Grazia   Bernardini, Marco Bussagli, Nicole Dacos, Marzia Faietti, Marcello   Fagiolo, Kristina Herrmann Fiore, Sylvia Ferino Pagden, Christoph L.   Frommel, Anna Lo Bianco, Maria Luisa Madonna, Lorenza Mochi Onori,   Antonio Paolucci, Silvia Danesi Squarzina, Rossella Vodret, Alessandro  Zuccari. Novità assoluta è la suggestiva ricostruzione virtuale in 3D della loggia di Amore e Psiche della villa Farnesina  e della volta della Cappella Sistina, con il Giudizio Universale, riprodotte grazie alla tecnologia Enena, ovvero alla tecnica laser dell’ITR100 inventato da Giorgio Fornetti e dal suo staff.

Una passeggiata nella storia, dunque, attraverso oltre 180 opere, tra sculture, disegni, incisioni, medaglie, ceramiche, tra capolavori ormai noti universalmente, come l’Autoritratto di Raffaello  eil suo Ritratto di Tommaso Inghirami,  ai ritratti di Martin Lutero e di Katharina von Bora, di Lucas Cranach, alla Crocifissione di Michelangelo, a opere di grande interesse come la Pietà di Ragusa, attribuita a Michelangelo, di forte impatto emotivo,  al sorprendente Paesaggio con San Girolamo di Martin Van Heemskerck, che fa rivivere le rovine romane sotto luci del nord e popola il quadro delle infinite forme di vita tipiche della scuola fiamminga, dal leone ammansito alle più piccole e sottili erbe cresciute tra le pietre. Dinanzi a due formidabili ritratti di Sebastiano Del Piombo, che hanno lo stesso soggetto, ossia il papa Clemente VII, assale il brivido al pensiero di quel che patì Roma nel tristemente noto sacco dei lanzichenecchi, nel 1527, messa a ferro e fuoco per nove mesi, tra saccheggi, omicidi, stupri, violenze di ogni genere, tanto che la popolazione fu dimezzata. Nel primo ritratto si vede il papa Clemente VII sbarbato, forte, vigoroso, quasi arrogante, il capo di Roma caput mundi. Il secondo, dipinto dopo il 1527, lo stesso Pontefice appare invecchiato, con le spalle lievemente ricurve e una barba grigia…

di Caterina Maniaci

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