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Roma, cadavere carbonizzato Forse è il killer dei cinesi

Gli hanno sparato, poi lo hanno bruciato per renderlo irriconoscibile. Possibile legame con l'omicidio di Torpignattara

Roma, cadavere carbonizzato Forse è il killer dei cinesi

È giallo sul corpo carbonizzato di un uomo trovato ieri da un contadino nel suo terreno alla periferia sud-est di Roma, sulla via Ardeatina, nella zona del Divino Amore. In un primo momento si è pensato a un possibile collegamento con il corpo orrendamente mutilato di una donna trovato a marzo scorso nella stessa zona, a due-tre chilometri in linea d'aria. Ma poi un'altra ipotesi si è fatta strada: quella che possa trattarsi del secondo dei due marocchini ritenuti gli assassini del commerciante cinese Zhou Zheng e di sua figlia Joy di nove mesi, uccisi il 4 gennaio scorso a Torpignattara durante una rapina. L'altro presunto killer, Mohammed Nasiri, era stato trovato impiccato quasi due settimane fa in una zona di campagna sulla via di Boccea, dalla parte opposta della città rispetto al Divino Amore.

Del resto l'hanno giustiziato in aperta campagna dopo avergli scavato la fossa. Poi hanno bruciato il cadavere nel tentativo di renderlo irriconoscibile. Chi l'ha ucciso a colpi di pistola voleva punirlo per qualcosa che aveva fatto o chiudere la bocca per sempre a un testimone scomodo. A fare la scoperta il contadino proprietario del terreno. L'uomo ha visto il cancello di accesso sfondato e a qualche centinaio di metri il corpo bruciato, dentro una buca. Subito ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono stati trovati alcuni bossoli di pistola, una escavatrice parzialmente bruciata, tracce di sangue e impronte sul terreno. Tutti elementi preziosi per cercare di risalire ai killer. La vittima sarebbe stata uccisa ieri sera tardi a colpi di pistola: sul corpo c'erano i segni di ferite da arma da fuoco, secondo quanto si apprende. Appare evidente la volontà di renderne molto difficile il riconoscimento. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe arrivato sul posto in compagnia di altre persone, i suoi assassini, che avrebbero abbattuto il cancello e poi scavato la fossa per il cadavere. Infine sarebbe avvenuta l'esecuzione.

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Commenti all'articolo

  • bellissimo

    30 Gennaio 2012 - 09:09

    Se la cosa è vera se ne possono trarre due conclusioni : 1) La mafia cinese c'è e funziona 2) Almeno nella giustizia cinese esiste la " certezza della pena ".

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  • Braccio da Montone

    29 Gennaio 2012 - 17:05

    ***Killer dei cinesi? Diciamo che prendono in giro soltanto l'ultimo becero sinistro. Queste storie sono solo robe che non appartengono a noi Italiani. Non certo ai kattokomunistacci che ciò hanno permesso e che oggi, pur di non dire la verità sulla mafia cinese, si kalano i pantalocini kome vendola o marrazzo. *

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  • nictriplo

    29 Gennaio 2012 - 12:12

    ..adesso diamo tempo trent' anni ai vari vincenzo, salvatore e concetto che popolano gli uffici giudiziari di tutta italia, tutti assunti per capacità chiaramente, di scovare gli autori della vendetta.

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  • Cini

    29 Gennaio 2012 - 10:10

    Dovesse risultare dal test del DNA che effettivamente si trattasse dei resti del secondo assassino dell' infante cinese e del padre, ne sarei soddisfatto perché finalmente si tratterebbe di uno dei rari casi che in Italia nel recente passato sia stato risolto con successo e concluso con adeguata dovuta giustizia. Nel medesimo tempo la faccenda sarebbe motivo di seria preoccupazione se la mafia cinese fosse riuscita a mettere radici così profonde in Italia, dove ne abbiamo già più che abbastanza di quella nostrana. La rabbia naturalmente nasce dal recente totale fallimento della nostra magistratura nel risolvere adeguatamente una moltitudine di gravi delitti particolarmente di adolescenti e giovani come quelli della povera studentessa Meredith, la dolce Sara e della piccola ginnasta Iara, per menzionarne soltanto alcuni.

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