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Il consigliere Pdl sulle donne "Sposatevi e sottomettetevi"

Polemiche sull'invito a festeggiare l'8marzo di Iadicicco. Lui si giustifica: "Bisogna spogliarsi dalle ideologie che offuscano le menti"

Il consigliere Pdl sulle donne "Sposatevi e sottomettetevi"

"Donna sposati e sii sottomessa". E' questo l'invito rivolto alle donne dal consigliere provinciale di Roma, Federico Iadicicco (Pdl) in occasione dell'8marzo. Il vice presidente della Commissione cultura di Palazzo Valentini, ha usato il provocatorio slogan, presoil titolo del libro di Costanza Miriano che lui stesso presenterà oggi, per festeggiare a modo suo l'8marzo. L'invito è stato appeso a Palazzo Valentini, ma le donne che lavorano in Provincia non hanno gradito, imbrattando e rimuovendo i volantini. "Sarebbe interessante spogliarsi per una volta dalle ideologie che offuscano spesso le menti 'aperte' delle femministe per ragionare fuori dal folklore di un movimento oramai vecchio, quello del femminismo dove la donna potrebbe non riconoscersi più e ragionare invece sul fatto che la sua realizzazione potrebbe essere proprio la riscoperta della vocazione di madre e moglie?", ha ribattuto Iadicicco. "Il libro di Costanza Miriano", vuole spiegare il consigliere del Pdl - "che smonta in modo ironico e convincente gli stereotipi femministi, presentato nel giorno della festa della donna, è un'occasione importante per rompere gli schemi del conformismo politicamente corretto. Sono convinto che la sfida sia nel riappropriarsi della consapevolezza della propria identità e specificità, non come motivo di contrapposizione, ma come movente di una relazione piena e gratificante. Essere donna significa soprattutto essere madre e moglie e questo non configge con la carriera professionale ma anzi è proprio la riscoperta della vocazione naturale che produce dentro la stabilità affettiva la piena realizzazione della persona in ogni attività". 

Federico Iadicicco ci tiene comunque a precisare che "la sua iniziativa è a metà tra l'ironia e la provocazione e che nessuna donna si deve sentire offesa".

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Commenti all'articolo

  • avisoaperto

    16 Marzo 2012 - 23:11

    ma chi è questo genio dell'avanguardismo fascista, che vuole la donna tutta casa e figli? ahahahahahahhahahah....che poveraccio! Avvertite il signore "onorevole" che siamo nel ventunesimo secolo e non nell'anno III dell'era fascista...

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  • gelcat

    08 Marzo 2012 - 18:06

    con il femminismo integralista la donna ha voluto imitare i peggiori modelli maschili, sbandierando il vessillo dei pari diritti; il problema e' che le donne invocano l'uguaglianza per i consigli di amministrazione e per i mestieri piu' fighi, mica per andare a sturare le fogne, fare l'idraulico, l'elettricista, il minatore, lo scaricatore di porto, ossia tutti i mestieri piu' umili che rimangono appannaggi prevalentemente maschile. Le pari opportunita' valgono solo per i mestieri piu' prestigiosi? Le progressiste della mutua in servizio permanente effettivo non hanno capito che non puo esistere la botte piena e la moglie ubriaca: o ti fai una famiglia, o fai carriera: fare figli e farli crescere con le tate mentre si e' ad un "brefing di lavoro" od a un CdA per vederli solo la sera ed usare casa come semplice dormitorio non e' una famiglia, ma una mucillaggine indefinita che cresce in qualche modo

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  • bepper

    08 Marzo 2012 - 18:06

    Iadicicco manda una copia del libro alla Minetti ed una alla Biancofiore

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  • marty74

    08 Marzo 2012 - 16:04

    e se una donna non può avere figli è una nullità? Ma per favore! Non credo nè nel maschilismo nè nel femminismo. Bisognerebbe cominciare a considerare le donne come persone, non una specie protetta o un essere inferiore. Ognuno ha le sue ispirazioni e ha diritto di realizzarle. Non è vero che ogni donna ha la vocazione di essere madre e moglie, è stata sempre e solo un'imposizione culturale. Inoltre la donna ha diritto di realizzarsi professionalmente, pur diventando madre e moglie e un uomo può anche decidere di dare meno importanza alla carriera e dedicare buona parte del suo tempo alla casa e alla famiglia, dipende dal carattere di ognuno di noi. I limiti sono culturali. Per tutti. Sarebbe ora di sentirsi liberi sul serio.

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