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Da Arnolfo a Botticelli

Augusta fragmenta in mostra

Da Arnolfo a Botticelli
Tre sedi per un’unica mostra che coinvolge il visitatore nelle atmosfere dell’arte e del collezionismo. Si chiama “Augusta fragmenta. Vitalità dei materiali dell’antico, da Arnolfo di Cambio a Botticelli a Giambologna”, aperta lo scorso 20 giugno e che durerà fino al 26 ottobre. A fare da cornice la città di Aosta, con la collaborazione dell’Assessorato all’istruzione e cultura della regione, la Soprintendenza regionale per i Beni e le attività culturali, la Soprintendenza speciale per il Patrimonio storico e artistico e il Polo museale di Firenze.
L’esposizione, curata da Mario Scalini, nasce da una eccezionale raccolta antiquaria dell’Ottocento, realizzata da Stefano Bardini, forse il primo tra gli antiquari del suo tempo. Quando ancora le leggi di tutela del nascente stato italiano non riuscivano a bloccare l’emorragia di opere da contesti collezionistici, Bardini compose una straordinaria raccolta in grado di mantenersi pressoché immutata nel palazzo che ospitava la galleria di vendita nel capoluogo fiorentino.
La prima delle sedi che ospita la mostra è il Museo archeologico regionale, dove il visitatore incontra opere pittoriche d’ambito veneto, mantovano e fiorentino. Capolavori di pittura e scultura di artisti come Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Filippino Lippi, Sandro Botticelli e Giambologna. Manufatti antichi in pietre dure, sculture classiche e frammenti architettonici, come l’Annunciazione, opera del Botticelli, o la Pala del preziosissimo Sangue, di chiara impronta del Mantegna, e una porzione dell’affresco di Andrea del Castagno dalla villa Carducci Pandolfini di Legnaia.
Nel Criptorico forense aostano, invece, trova spazio una cospicua selezione della ricca raccolta Bardini quasi del tutto inedita. Spicca la superba statua che ritrae l’imperatore Tiberio-Augusto, in posa eroica, come contraltare dell’immagine di Onorio Coricato che appare su uno dei gioielli di Aosta, il celebre “dittico di Anicio Probo”. Opere in porfido, sarcofagi di grande rarità e di ottima fattura, capitelli monumentali, urne cinerarie: tutti protagonisti della passione per la collezionistica di antichità, conservati perché rimanessero nella memoria umana.
Infine al Teatro romano saranno esposte due sculture lapide databili al I e III secolo dopo Cristo.
D’altra parte Aosta si propone come sede ideale per accogliere questa manifestazione e avanzare una tematica sullo spoglio collezionistico delle vestigia romane per l’imponente quantità di resti che conserva e per il saccheggio al quale deve essere stata soggetta nel corso dei secoli a vantaggio dei collezionisti.
La mostra rimane aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19, il biglietto ridotto costa 3,50 euro, 5 quello intero, in abbinamento con l’ingresso alla mostra “L’alchimia dell’arte contemporanea. Opere della fondazione Sandretto Re Rebaudengo”, presso il Centro Saint-Bénin, il costo è di 6 euro per quello interno e di 4 per il ridotto.
Per ulteriori informazioni:

Museo Archeologico Regionale, Piazza Roncas 12: tel. 0165.275902

Servizio attività espositive: tel. 0165.274401 , e-mail u-mostre@regione.vda.it

Internet: www.regione.vda.it


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