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Calabria, restauro dei bronzi

Forse un'opera multimediale

Calabria, restauro dei bronzi
Durante il restauro dei bronzi di Riace, anche altre opere saranno esposte a Palazzo Campanella: anche il Kouros, i Dioscuri, il gruppo acroteriale del tempio di Marafioti e alcuni sarcofagi di pregio. Questa è la principale novità emersa dal sopralluogo che si è tenuto stamattina nella sala “Federica Monteleone”, nella sede del Consiglio regionale, dove a breve saranno trasferiti i due Guerrieri per essere sottoposti a un restauro accurato.
Alla riunione operativa hanno preso parte alcuni tecnici della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, a guidare la delegazione è stato l'archeologo Pasquale Dapoto, responsabile del laboratorio di restauro che sarà allestito nelle prossime settimane.

L'incontro di questa mattina si è svolto in due fasi: nella prima parte, i tecnici della Soprintendenza hanno visionato il salone, facendo il punto della situazione logistica assieme ai vertici burocratico-amministrativi del Consiglio regionale - questi ultimi hanno avuto modo di spiegare che la sala “Monteleone” offre piene garanzie in termini di staticità, videosorveglianza, vigilanza armata e presenza degli spazi necessari per allestire un laboratorio aperto al pubblico – nella seconda, la delegazione è stata ricevuta dal presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova, al quale Dapoto ha ribadito come «lo spazio messo a disposizione dall'Assemblea legislativa calabrese rappresenti la soluzione ideale per accogliere i Bronzi e per allestire il laboratorio». «Non occorrono migliorie di carattere strutturale - ha spiegato - ma solo piccoli accorgimenti. Servirà infatti separare con una parete trasparente l'area destinata al restauro da quella riservata al pubblico, che potrà così assistere ai lavori, e potenziare il già efficiente impianto di climatizzazione con una macchina per deumidificare l'ambiente».

L'archeologo ha aggiunto anche che è allo studio la possibilità di realizzare delle riprese televisive di tutto il lavoro di restauro, al fine di produrre un'opera multimediale. Il Presidente del Consiglio regionale ha sottolineato come «l'Assemblea guardi con favore alla sinergia istituzionale che si è creata con la Soprintendenza e, in particolare, con la dottoressa Simonetta Bonomi». «Da parte nostra - ha spiegato - c'è stata la possibilità di sostenere finanziariamente l'operazione, grazie alla politica di risparmio attuata in questa legislatura. Intendiamo offrire alla comunità dell'area dello Stretto e all'intera Calabria un'occasione per valorizzare l'inestimabile patrimonio storico ed artistico di cui disponiamo, realizzando, in prospettiva, un percorso culturale all'interno della sede consiliare. Saremmo ben lieti, infatti, dopo l'esposizione antologica dello scultore Michele Di Raco, che s'inaugura oggi, di mettere a disposizione del Museo anche il salone “Green” e, con un idoneo allestimento, l'agorà centrale. Per questa via - ha concluso il presidente - vogliamo ribadire l'idea che palazzo Campanella è la casa di tutti i calabresi, procedendo così al recupero delle radici storiche, sociali e culturali della nostra civiltà, figlia della Magna Grecia».

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