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Strage di Cefalonia, spuntano due nuovi indagati

Entrambi sono ex soldati della Wehrmacht di 86 anni

Strage di Cefalonia, spuntano due nuovi indagati
Due nuovi indagati per la strage di Cefalonia, il peggior eccidio di militari italiani compiuto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Si tratta di due ex soldati della Wehrmacht, entrambi di 86 anni, sospettati di aver ucciso un numero imprecisato di uomini della Divisione Acqui. Gregor Steffens e Peter Werner - questi i loro nomi - sono stati rintracciati dai carabinieri, quasi 67 anni dopo i fatti, nell'ambito dell'inchiesta a carico di Otmar Muhlhauser, l'ex ufficiale tedesco morto lo scorso mese di luglio mentre era in corso l'udienza preliminare nei suoi confronti. L'identificazione dei due ex soldati e la loro iscrizione nel registro degli indagati da parte della procura militare di Roma riapre l'inchiesta su una strage che, con la morte dell'ultimo imputato e una serie di assoluzioni e archiviazioni, è rimasta finora impunita.

La Storia -
La strage di Cefalonia è uno dei capitoli più drammatici e più "dimenticati" della Seconda guerra mondiale. Dopo la stipula dell'armistizio l'8 settembre, e il passaggio di campo dell'Italia dalla parte degli alleati americani, i soldati della Aqui si trovarono improvvisamente a fronteggiare l'esercito tedesco come nemico e non più come "amico".  Risultato, tra rastrellamenti e  fucilazioni furono massacrati 4500 soldati e 155 ufficiali. Compiuto l'orrendo crimine bisognava far scomparire le tracce: ad eccezione di alcune salme lasciate insepolte o gettate in cisterne, la maggior parte furono bruciate, e i resti gettati in mare. Dei 163 superstiti alcuni furono deportati in Germania, Russia o Polonia (Auschwitz e Treblinka), da dove molti non fecero più ritorno. Tra i pochissimi scampati anche alla prigionia, ci furono l'eroico cappellano militare Padre Romualdo Formato, che scrisse negli anni '50 un libro intitolato appunto "L'eccidio di Cefalonia" e lo scrittore e conduttore televisivo Luigi Silori.


Al cinema -
La resistenza dei soldati italiani della divisione Acqui, di stanza nell'isola greca di Celafonia, che dopo l'8 settembre 1943 scelsero di non arrendersi agli ex alleati tedeschi e andarono incontro al massacro è stata raccontata in vari film e fiction. È una strage di migliaia di militari italiani rimasta ancora senza colpevoli. Ora due nuovi indagati per quello che è stato il peggior eccidio di militari italiani compiuto dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, due ex soldati della Wehrmacht, entrambi di 86 anni, rintracciati dai carabinieri nell'ambito dell'inchiesta a carico di Otmar Muhlhauser, l'ex ufficiale tedesco morto lo scorso mese di luglio mentre era in corso l'udienza preliminare nei suoi confronti fanno riaprire l'inchiesta. Grande commozione e successo di pubblico ha avuto nel 2005 in tv su Raiuno 'Cefalonià di Riccardo Milani scritto da Sandro Petraglia e Stefano Rulli. Una miniserie piena di partecipazione verso i soldati italiani. Protagonista Luca Zingaretti con Valerio Mastandrea, Claudio Gioè, Corrado Fortuna, Luisa Ranieri, Jasmine Trinca e le musiche del film di Ennio Morricone. Da ricordare poi I giorni dell'amore e dell'odio (2001), il film d'esordio di Claver Salizzato, interpretato da Daniele Liotti, Liberto Rabal, Mandala Tayde, Ricky Tognazzi, Ugo Pagliai, lodato anche dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E poi l'hollywoodiano e stereotipato Il mandolino del Capitano Corelli (2001), puntato sulla contrastata passione fra Antonio Corelli (Nicolas Cage), ufficiale italiano in Grecia e Pelagia (Penelope Cruz), ardente pasionaria figlia del medico dell'isola. Il film di John Madden, tratto dal romanzo di Louis de Bernieres, fu accompagnato da polemiche per la rappresentazione dei soldati italiani durante la seconda guerra mondiale.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    15 Gennaio 2010 - 16:04

    Premetto che persone serie e timorate di Dio dovrebbero essere contro ogni guerra che non sia per la libertà di tutti e per tutti e non di privilegio., dal fatto accaduto rilevo che questi due emeriti delinguenti che non possono avere a loro discarico nessuna scusante; non sono sdegni nemmeno di essere paragonati alla peggiore delle bestie selvatiche esistenti. In quell'epoca ero un soldato che,come tutti gli altri, pensavo di servire la Patria e nient'altro ma, questo ideale,per i nazisti tedeschi e fascisti, non era valido perchè,secondo loro, a dover essere rispettati erano solo i nazifascisti. Anche lo scrivente,subì come gli altri commilitoni, l'occupazione dell'Aeroporto e disarmati,con un certo stratagemma da ufficiali simpatizzanti dei nazi, che, ci chiesero di arruolarci nella R.dfi Salò. In molti riuscimmo a fuggire e iniziammo a combatterli. Il Sadismo dei dittaori è uguale dappertutto e pertanto, nessuno di costoro va compreso e perdonato. Fù un massacro disumano contro

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