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È morto a 91 anni J.Salinger

Scrisse "Il giovane Holden"

È morto a 91 anni J.Salinger
È morto a 91 anni Jerome D. Salinger, autore di uno dei libri più belli e più letti del secolo:  "Il giovane Holden" ("The catcher in the rye"). La notizia è stata data immediatamente dal figlio dello scrittore, che ha fatto sapere alla stampa e ai migliaia di lettori e fans che il padre è morto a Cornish, nello stato americano del New Hampshire, dove si era ritirato dalla vita pubblica fin dal 1953.
Salinger è uno scrittore amatissimo, dai grandi e anche dai giovani: perché i temi principali dei suoi lavori  sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale.
«Il giovane Holden», (il cui titolo originale era «Catcher in the Rye»), il libro a cui Salinger ha lavorato per dieci anni, un romanzo di formazione che ha conosciuto una enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione nel 1951, il cui protagonista, Holden Caulfield, divenne il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità e dell'innocenza al di fuori dell'artificiale mondo degli adulti. A cinquant'anni dalla prima stampa il libro vende tuttora 250.000 copie all'anno solo negli Usa.

Vita-  Salinger è conosciuto per la sua natura schiva e riservata; negli ultimi cinquant'anni ha rilasciato pochissime interviste. Nel 1953 ad una studentessa per la pagina scolastica The Daily Eagle di Cornish, nel 1974 a The New York Times. Non ha mai effettuato apparizioni pubbliche, né pubblicato nulla di nuovo dal 1965, anno in cui apparve sul "New Yorker" un ultimo racconto.  Figlio di Sol Salinger, un ebreo di origini polacche che operava nel commercio di carni, e di Marie Jillich, di origini metà scozzesi e metà irlandesi, Salinger frequentò le scuole pubbliche nell'Upper West Side di Manhattan, completando gli studi di base alla McBurney School, dopodiché si iscrisse alla Valley Forge Military Academy and College di Wayne in Pennsylvania. Nonostante avesse già in precedenza scritto sul giornalino scolastico della McBurney, è alla Valley Forge che Salinger iniziò a scrivere racconti "la notte, sotto le coperte, con l'aiuto di una pila elettrica."
Si iscrisse poi come matricola alla New York University, ma nella primavera successiva abbandonò i corsi per accettare un lavoro su di una nave da crociera. In autunno si convinse ad apprendere il lavoro del padre nel settore dell'importazione di carne, e fu mandato presso la filiale di Vienna della società, dove perfezionò la conoscenza del francese e del tedesco.

Lasciò l'Austria solo un mese prima che il paese cadesse sotto il controllo di Hitler, il 12 marzo 1938. Fu sorteggiato per servire sotto le armi nel 1942 e, con il 12° reggimento di fanteria degli Stati Uniti, partecipò ad alcune delle più dure battaglie della seconda guerra mondiale, tra cui lo sbarco ad Utah Beach nel D-Day e la battaglia delle Ardenne. Durante l'avanzata dalla Normandia verso la Germania conobbe Ernest Hemingway, allora corrispondente di guerra da Parigi, e rimase in contatto epistolare con lui.
Fu assegnato al servizio di controspionaggio, nell'ambito del quale interrogò i prigionieri di guerra, mettendo a frutto la propria conoscenza delle lingue. Fu tra i primi soldati ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. Questa esperienza lo segnò duramente sotto il profilo emotivo tanto da riportare molto di quel periodo in tantissimi dei suoi racconti. E' il caso di  For Esmé with Love and Squalor, narrato in prima persona da un soldato rimasto traumatizzato. Sia nel corso della sua esperienza di guerra che quando questa ebbe termine, continuò a pubblicare racconti su riviste di alto profilo come Collier's Weekly e il Saturday Evening Post.

Il successo del giovane Holden- Nel 1948 Salinger propose al The New Yorker un breve racconto intitolato "Un giorno perfetto per i pescibanana". Alla redazione della rivista, nota per essere severa nei giudizi, rimasero così impressionati dalla "eccezionale qualità del racconto" che i suoi editor lo accettarono immediatamente per la pubblicazione e fecero firmare allo scrittore un contratto che concedeva loro il diritto di prelazione su tutti i suoi futuri lavori. L'entusiasmo con cui "Bananafish" fu accolto, unito al fatto che a Salinger non piaceva che i racconti fossero modificati dai "furbastri", spinse lo scrittore a pubblicare i suoi lavori quasi esclusivamente sul The New Yorker."Bananafish" tuttavia non rappresentava in realtà la prima volta che Salinger entrava in contatto con la rivista; nel 1942 avevano accettato di pubblicare un racconto intitolato "Slight Rebellion off Madison", in cui era presente un personaggio semi-autobiografico chiamato Holden Caulfield. Il racconto però non venne poi pubblicato a causa della guerra. "Slight Rebellion" era collegato a varie altre storie che avevano come protagonista la famiglia Caulfield, ma il punto di vista con cui vennero affrontate si spostò poi dal fratello maggiore, Vince, al minore, Holden.

Salinger aveva confidato a varie persone che sentiva che il personaggio di Holden meritava di essere il protagonista di un romanzo. Nel 1951 uscì quindi Il giovane Holden, che riscosse un immediato successo. Il romanzo è dominato dal personaggio di Holden, complesso e ricco di sfumature, e la trama è in sé piuttosto semplice. Divenne famoso per l'eccezionale abilità di Salinger nel cogliere i più complessi particolari e dettagli, per la cura delle descrizioni, per il tono ironico e per le atmosfere tristi e disperate con cui viene dipinta New York. Tuttavia, alcuni lettori si scandalizzarono per il fatto che Salinger affrontava la religione in termini critici e dissacratori e parlava di sesso nell'adolescenza in modo aperto e disinvolto: la popolarità del libro iniziò così a vacillare. Diversi critici sostennero che il libro non andava considerato come un'opera letteraria seria, motivando l'opinione con il tono spontaneo ed informale con cui era scritto. Il romanzo fu vietato dalla censura in alcuni paesi ed in alcune scuole statunitensi per il suo uso disinvolto di un linguaggio volgare. Ebbe un successo straordinario in tutto il mondo.

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Commenti all'articolo

  • mantiniste

    30 Gennaio 2010 - 09:09

    Lessi il tuo libro che ero giovanissimo...lo lessi un casino di volte perchè non era solo scritto bene...era profondo cavolo, meraviglioso, ironico, magistrale, pieno d'umanità. Te ne sei andato in silenzio, come conviene a un grande artista. Ma i tuoi scritti spero restino sempre nei cuori di tutti noi e spero che altre generazioni possano confrontarsi con le tue puntuali e pungenti osservazioni. Volevo anche complimentarmi con il giornalista che ha scritto questo articolo perchè ha saputo cogliere appieno le peculiarità di Salinger e via dicendo. Ciao Jerome...ciao giovane Holden.

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  • uycas

    29 Gennaio 2010 - 09:09

    J.D. era il migliore del secolo passato, altro che i nostri scrittori di storie sfigate, comuniste o radical chic. J.D. ai tempi del giovane Holden passò per comunista, segnò una generazione, e diete un impulso ai giovani che poi pose le basi al '68 Usa. Noi dov'eravamo in quegli anni? i giovani su che basi si formavano? Vecchi tromboni che magari affrontati con un ottica moderna non avrebbero spinto a leggere marx o mao. ... the Rye....In Italia non ha segnato generazioni, ma se si chiede ad un giovane del giovane Holden lo conosce, magari non si ricorda di J.D. ma del libro si. In italia esiste uno scrittore che negli anni 50 abbia segnato una generazione e quelle future? non ditemi gli scrittori dei polpettoni sulla resistenza oppure delle poesie pallosissime studiate a scuola per lo più a memoria. L'italia per avere dei giovani segnati da uno scrittore dobbiamo tornare al grande UGO Foscolo con Jacopo Ortis, i futuristi e pochi altri.

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