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Appunto- di Filippo Facci

Vieni avanti, velino

Appunto- di Filippo Facci
Il problema del «velinismo» non è grave come si dice, è molto peggio. Anzitutto perché, coi nostri sistemi elettorali, non parliamo neppure di candidature ma praticamente di nomine: quindi dovremmo stabilire se sia più immorale candidare una tizia perché è gnocca oppure candidarne un'altra perché è amante, segretaria, parente, medico, avvocato personale, pizzicagnolo di fiducia. Fingiamo di non vedere, in secondo luogo, il contraltare maschile del candidato moderno: uomini ricchi - che non devono essere gnocchi o velini: basta che non siano deformi - i quali siano accondiscendenti e digiuni di politica. Ma c'è un terzo aspetto, ed è il peggiore. Trattandosi appunto di nomine, a meno di stabilire una preselezione dei candidati per curriculum e quindi un pizzico per censo (studi, cursus honorum, esperienze eccetera) in questo modo viene a mancare l'unico criterio selettivo che potrebbe infine zittire tutti: la scrematura democratica, cioè la scelta diretta dell'elettore. E, mancando questa, sorry: non esiste un criterio oggettivo e davvero liberale per stabilire che una candidatura sia peggiore di un'altra, qualsiasi criterio implica discrezionalità. Essere gnocche, del resto, non può passare da valore a disvalore. La sostanza - con questi sistemi elettorali, ripeto - è che a fare le nomine adesso è il Cavaliere coi suoi criteri, dopo di lui sarà un altro con i suoi.  Vi piace? A me no.    

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Commenti all'articolo

  • r2

    03 Febbraio 2010 - 08:08

    Mi sembra un pochino forzato quello che Lei scrive. Comunque ognuno va giudicato nei fatti. Detto piano piano tra noi io , anche a parità di risultati, tra Carfagna e Bindi/Iervolino indovini un pochino chi preferisco? Saluti.

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  • fonty

    fonty

    03 Febbraio 2010 - 00:12

    E' vero che dover subire i candidati imposti dalle segreterie di partito fa un pò schifo,del resto anche prima era così,anche se in modo mascherato,infatti il popolino sceglieva sì con le preferenze ,ma erano sempre i signori tesserati dal partito,mica l'uomo qualunque.E poi,chi potrebbe pagarsi la campagna elettorale,se non qualcuno abbastanza ricco ed appoggiato dal suo partito con i fondi del finanziamento?E dico un'altra cosa,specialmente nelle regioni del Sud,dove regna la corruzione,chi mi dice che i candidati non siano fatti eleggere dai potentati mafiosi locali,ricordate le scarpe spaiate dell'armatore napoletano,una prima ed una dopo il voto? Quindi non ci sono tante altre alternative per venirne fuori,se non quella di una vera e purtroppo rara onestà di chi sceglie i candidati.

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  • acquistapace

    02 Febbraio 2010 - 19:07

    Caro Facci, attenzione alle castronerie. Di tutte le leggi elettorali italiane, solo quella di Camera e Senato non hanno possibilità di esprimere preferenze. Quelle di Regioni e Comuni) le offrono, mentre le provincie usano un sistema maggioritario che prevede direttametne il voto ad un candidato di una circoscrizione. Se la legge per le politiche di oggi è una porcata, allora lo era di più la precedente, perché "maggioritaria", visto che in una circoscrizione, per ogni partito, c'era uno e un solo candidato. Quella di oggi non è una legge proporzionale, ma maggioritaria che, anziché essere su scala circostcrizionale, lo è su scala nazionale (Camera) o regionale (Senato) con premio di maggioranza. Sbalorditive le sue considerazioni: da sempre i candidati (e non gli eletti) son scelti dai partiti. Poi gli elettori scelgono sulla base della simpatia della persona o partito. Come in un maggioritario. A me on piace, ma è quel maggioritario che allora doveva far schifo anche prima.

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  • nnrr43

    02 Febbraio 2010 - 19:07

    Se a Filippo Facci non piace che le nomine dei candidati ci cadano addosso a me il tutto fa un effetto ancora peggiore che a molti parrà ridicolo : ne resto offeso e indignato. Così come mi ha indignato la candidatura del figlio di Bossi difesa pateticamente da Castelli con affermazioni che mi hanno lasciato basito : la candidatura è espressione del consiglio provinciale della Lega bresciana. Manovrata da qualcuno? Castelli ha giudicato coraggiosa la scelta del ragazzo di accettare la candidatura e precisa che non è nel listone dove vi è la garanzia d'essere portati direttamente sul cadreghino, ma che, nonostante la giovane età (e i successi sin qui ottenuti)si presenterà agli elettori mettendoci la faccia. Per Castelli è un atto di coraggio di fronte al quale, lui, si toglie il cappello. Detto questo detto tutto. Una concessione patetica al nepotismo. Ma basta dire questo? Non sarebbe dignitoso che il giovanotto si carcasse un lavoro come fanno i suoi coetanei?

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