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Gaeta dichiara guerra ai Savoia

Chiesto un risarcimento danni di 220 milioni di euro per l'assedio del 1860

Gaeta dichiara guerra ai Savoia
A Gaeta non si dimentica. Il tempo passa, ma quell'assedio del 1860 se lo sono legati al dito. Tanto che  dopo la discussa delibera del dicembre 2008 in cui il Consiglio comunale esprimeva parere favorevole all’avvio di un contenzioso, è stato affidato oggi all’avvocato Pasquale Troncone l’incarico di chiedere il risarcimento danni ai Savoia per i danni provocati, quantificati in 220 milioni di euro.
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Il popolo di Gaeta non vuole dimenticare l’assedio più crudele della sua storia che l’ha quasi distrutta completamente. Non si vuole togliere importanza al processo di unificazione del Paese, ma restiamo molto critici sui metodi di una guerra non dichiarata che ha avuto l'infausto epilogo dell’assedio della nostra città.


L’avvocato Troncone patrocinerà gratuitamente la causa mentre al Comune spetteranno le spese di registrazione della pratica.   "Credo che questa richiesta di risarcimento - afferma il sindaco Antonio Raimondi - sia il modo migliore per entrare nell’anno di vigilia del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia che si terrà nel 2011. Il popolo di Gaeta non vuole dimenticare l’assedio più crudele della sua storia che l’ha quasi distrutta completamente. Non si vuole togliere importanza al processo di unificazione del Paese, ma restiamo molto critici sui metodi di una guerra non dichiarata che ha avuto l'infausto epilogo dell’assedio della nostra città. Questa richiesta parte dalla ricognizione fatta dal principe di Carignano, cugino del re, che in una missiva del marzo 1861 dichiarava che la richiesta di 1 milione e 47mila lire di danni subiti dalla città era più che giustificata. Il Comune di Gaeta ha chiesto questi danni fino al 1923: oggi questa Amministrazione dando seguito alla delibera consiliare del 6 dicembre 2008 rialza la testa e vuole rinverdire la gloriosa storia comunale che risale al 1123".

 "Il 13 febbraio - prosegue il sindaco - deve essere dichiarato Giorno della memoria dell’Italia del Sud, perchè il 13 febbraio 1861 ha significato l’inizio della decadenza economica e sociale del Meridione (ovvero la nascita della famigerata Questione Meridionale) e ha dato il via all’esodo biblico di milioni di persone che da 150 anni ad oggi sono costrette ad emigrare in tutto il mondo. Sappiamo che qualcuno metterà in dubbio la validità di questa iniziativa, a partire da Emanuele Filiberto di Savoia, ma se si vogliono conservare i titoli nobiliari per farsi chiamare 'principè è quantomeno doveroso assumersi anche gli oneri che tale titolo, che non ha alcuna validità nel nostro Paese, comporta. Ribadisco che non viviamo di nostalgia, ma che anzi questa nostra iniziativa vuole guardare al presente e al futuro di un’Italia repubblicana che ha assolutamente bisogno di riconsiderare anche alcuni aspetti del passato per rafforzare la propria identità nazionale che deve basarsi sulla giustizia e sulla verità storica".

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    12 Marzo 2010 - 16:04

    Andiamo in ordine alfabetico. Dopo annibale viene AttilA. MA FATEMI IL PIACERE..... ANDATE A LAVORARE INVECE DI PERDERE TEMPO CON QUESTE CAVOLATE!

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  • r2

    03 Marzo 2010 - 17:05

    avete ragione a pretendere una diversa descrizione di quel periodo ma per il resto no. Abbiamo a tutt'oggi dato abbondantemente e poi Voi chi siete? Eredi dei Borboni? Forse che quel regno era socialista dove l'oro era di tutti e ogni giorno Vi veniva fatta una elargizione? Non credo proprio. Il popolo borbonico stava + o - come il popolo piemontese, sempre con le terga alte e zitto con la fame. O mi è sfuggito qualcosa oppure ricordo che son partiti in pochini, veramente pochini erano. E l'hanno presa alla lontana dandoVi tutto il tempo di reagire o no? Come han fatto a far fuori un simile regno roboante e ben amato da tutti i sudditi? Sempre se non ricordo male il grosso l'hanno fatto in pochi, relativamente pochi. Poi è arrivato il Savoia a cavallo. Sul modo di gestire il poi avete ragione era una vergogna ma anche in uso ai tempi di allora. AndateVi a vedere come Leopoldo trattava i Congolesi e non ditemi che Voi non siete congolesi perchè allora siete razzisti. Saluti

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  • sole invitto

    01 Marzo 2010 - 17:05

    Troppo comodo, prima si depreda un popolo, poi ci si mostra insofferenti alle sue richieste. Il Regno delle Due Sicile era uno degli stati più ricchi d'Europa ed all'avanguardia in campo sociale e tecnologico. Aveva risorse monetarie pari ad oltre il doppio di tutti gli altri stati italiani messi assiema, regno sabaudo compreso. Napoli era una delle quattro capitali europee che contavano, assieme, ed alla pari, di Parigi, Londra e Vienna. Una guerra sporca ed infame, oltre che infamante, ha tolto dignità ad un popolo. Si condannano, giustamente, le rappresaglie naziste: perché dobbiamo glorificare i massacri sabaudi? Migliaia di esecuzioni sommarie, furti, stupri e violenze di ogni genere. E dovremmo dimenticare? E magari pure chiedere scusa di esistere! L'Unità, tanto decantata, è nata dal sangue e dal dolore del sud. Che almeno questo venga ricordato.

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  • r2

    15 Febbraio 2010 - 10:10

    Sono convinto che uno che se ne intende va oltre Annibale. Sarebbe ora di finirla di sparar richieste inverosimili. Se le persone che hanno partorito questa menata avessero impiegato il loro tempo a studiare come risolvere, anche in piccolissima parte, i loro problemi veri e attuali avrebbero contribuito positivamente alla "questione meridionale". Qualche giorno fa ho avuto una discussione con un comunista meridionale che mi ha dato del leghista razzista. Non vi era motivo di farlo ma tant'è l'ha fatto. Gli ho fatto presente come funziona con i negri nel Trevisano e come in calabria.

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