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Camilleri, Sciascia e Tomasi di Lampedusa "portano sfiga"

L'assessore siciliano Centorrino esorta a non leggerli più

Camilleri, Sciascia e Tomasi di Lampedusa "portano sfiga"

Camilleri, Tomasi di Lampedusa e Sciascia portano "sfiga", non leggiamoli più. L’esortazione, poco elegante anche nei termini, arriva dall’assessore siciliano alla Formazione, Mario Centorrino, professore all'Università di Messina. Intervenendo agli Stati generali dell’autonomia a Siracusa, l’economista ha spiegato che per affrontare meglio il futuro “destra e sinistra, tutti assieme, almeno per un anno” dovrebbero prendersi una pausa, non leggere per un po’ i famosi scrittori e reagire alla crisi con una buona dose di ottimismo. D’altra parte “le ideologie sono ormai superate” e gli opposti schieramenti potrebbero unirsi in questa astensione culturale.

Per avvalorare la sua tesi sul nuovo protagonismo del territorio, Centorrino ha spiegato che “la questione del futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, ad esempio, oggi la sta trattando il presidente Lombardo, nel senso di livello istituzionale territoriale. Pensate che grande differenza rispetto a dieci anni fa, quando una simile vicenda l'avrebbe trattata un ministro del governo nazionale. Ciò significa che si sta sostituendo una rappresentanza territoriale a una rappresentanza politica con la quale abbiamo perso contatti e che non ci dice più niente. Non possiamo più colloquiare perché la legge elettorale ha prodotto deputati che una volta eletti non mostrano attenzione verso il territorio del quale dovrebbero essere espressione”.

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    15 Febbraio 2010 - 19:07

    Uno scrittore se racconta in un suo libro degli accadimenti sociali che vive è soltanto da intendere come una pagina di storia come avvenne per Manzoni con i Promessi Sposi o il Parini e tanti altri ancora. Oggi, questi capolavori vanno studiati come un album di fotogtrafie dove si vede,parlando dell'ottocento, la nonna con il merlettino a girocollo e le vestamenta che arrivavano sino alle caviglie ma, mi sembra pleonastico pensare che quell'epoca possa applicarsi alla nostra. La Sicilia ed i Siciliani non sono più quelli di ieri perchè il tempo passa per tutti e per tutte le cose e i cittadini della Sicilia non sono altro che come noi in tutto e per tutto e se le cose non vanno è soltannto perchè abbiamo una intera classe politica, dalla sinistra alla destra, che dovrebbero essere gettate giù dalla torre senza salvare nessuno.

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  • hussein

    15 Febbraio 2010 - 11:11

    Chi lo sa, magari ha ragione lui, però da un prof di economia , una battura letteraria, via, non dovrebbe mai arrivare. Certo che però non è tutta farina del suo sacco, Berlusconi vuole strozzare gli autori della Piovra!

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  • kilobark

    15 Febbraio 2010 - 08:08

    Un professore univesitario che afferama tanto può soltanto esser ritenuto un emerito ignorante (che ignora) e dovrebbe esser destituito dal suo incarico sel il buon rettore non fosse altrattanto ignorante. Questa è l'Italia, questa è Messina. Molto triste.

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  • AVA

    15 Febbraio 2010 - 05:05

    Di centorrino in Sicilia c'è ne abbiamo molti, e per non vederli più si farebbe bene a tutto un popolo, annoverare fra gli Enti inutili da sopprimere la Regione Sicilia.

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