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Dante e De Amicis sul web

Accordo Google-Mibac per la digitalizzazione di un milione di volumi

Dante e De Amicis sul web

Anche Dante e De Amicis godono dei vantaggi delle nuove tecnologie. Grazie a un accordo tra Google e il ministero di Beni culturali un milione di libri conservati nelle Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze, non coperti da copyright, saranno disponibili online per i lettori di tutto il mondo.
Circa 285mila volumi sono già stati catalogati dal Servizio Bibliotecario Nazionale (Sbn). Nei prossimi due anni si completerà la catalogazione dei testi scelti, opere dei più grandi intellettuali, poeti e scienziati italiani, che saranno quindi digitalizzati e messi alla portata di clic. Il costo dell’operazione sarà a carico di Google che allestirà uno scanning center all'interno delle due biblioteche, per evitare l'uscita dei libri dalle loro sedi.

La Biblioteca Universale - Il ministro della Cultura, Sandro Bondi, ha commentato con entusiasmo l’iniziativa e l’intesa raggiunta. Si apre «una strada nuova per la cultura italiana. Stiamo cercando di unire la cultura con l'impresa e l'esperienza e l'organizzazione manageriale insieme alle nuove tecnologie per realizzare quello che è sempre stato l'obiettivo dell'umanità, la “Biblioteca Universale”. Questa utopia diventa realtà. Ora i libri chiusi nelle nostre biblioteche possono essere consultati da tutto il mondo. Non un libro uscirà dall'Italia ma un milione di libri saranno accessibili dall'Estero. Anche dalle giovani generazioni di italiani che vivono nel mondo».


Le nostre radici sul web - Alle parole del ministro fa eco la dichiarazione di Nikesh Arora, presidente Global Salese Operations & Business Development di Google: «Questa iniziativa offrirà un contributo importante per l'arricchimento e la conservazione di una parte rilevante dell'eredità culturale mondiale, mettendo a disposizione di chiunque nel mondo in modo rapido e semplice grandi opere della cultura italiana». E Mario Resca, direttore generale per la Valorizzazione del Mibac, aggiunge: «Si tratta di una collaborazione fondamentale per la diffusione della nostra cultura e la nostra conoscenza che sarà messa a disposizione di tutto il mondo. Le nostre radici, il nostro sapere, che è stato in grado di condizionare la storia di tutto il mondo occidentale, sarà anche in grado di fare aumentare l'interesse per la lettura quindi la vendita dei libri. Questo è solo il primo passo di un accordo che prevede la valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Infatti, pensiamo di mettere su Google anche alcuni siti archeologici meno conosciuti».

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