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Anche la Russia mette al bando il Mein Kampf

La denuncia: la decisione arriva 84 anni in ritardo

Anche la Russia mette al bando il Mein Kampf
Anche la Russia mette al bando il Mein Kampf di Adolf Hitler. L’ufficio del procuratore generale di Mosca ha annunciato la decisione di bandire un'opera "estremista" che  contiene idee che predicano la discriminazione e lo sterminio razziali. Una decisione che arriva con 84 anni di ritardo, hanno però lamentato i media locali, ricordando che Hitler scrisse la sua opera autobiografica a metà degli anni Venti. Il dittatore nazista cominciò a scriverle il testo, La mia battaglia, dove si delineano i cardini della politica anti ebraica, dal carcere dopo il putsh di Monaco, nel 1923.
In Italia il testo è stato pubblicato per la prima volta, in un'edizione critica curata da Giorgio Galli, con Kaos Edizioni, nel 2002. Non è possibile, però, pubblicare il testo nudo e crudo, in quanto si compirebbe il reato di apologia del fascismo.

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Commenti all'articolo

  • geog

    01 Aprile 2010 - 18:06

    e in Italia perchè è tranquillamente pubblicato "il capitale" di marx? o il "libretto rosso" di mao? se si mettono all'indice gli scritti e i libri di un nazista, è giusto metterci anche quelli di un comunista. o forse i soliti intellettualoidi di sx vedono il male solo a dx, e a sx vedono solo il bene?

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  • aifide

    31 Marzo 2010 - 09:09

    Censurare un libro e le idee in esso contenute non mserve a niente, anzi produce l'effetto contrario! Certe idee vanno invece conosciute proprio per evitarne le conseguenze. Ma in Russia non ci sono ancora arrivati, tanto rapido è stato il passaggio dalla dittatura alla democrazia...... I testi di Stalin sono ancora in libera vendita?

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  • franziscus

    30 Marzo 2010 - 14:02

    bandire un testo vuol dire renderlo più interessante.

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  • jack1980

    27 Marzo 2010 - 04:04

    Bandire testi ed idee è una cosa aberrante che solo una csotituzione malata e stupida come la nostra può fare! Per opporsi al precedente regime è stata fatta una legge che ha molti tratti in comune con le leggi che venivano promulgate dai fascisti. Creare reati d'opinione è il tipico segno di uno stato illiberale.

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