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La morte dei fascisti

Lunedì 17 maggio a Milano l'Associazione circoli nuova Italia Lombardia e Mursia presentano l'ultimo saggio di Giano Accame

La morte dei fascisti
L'Associazione Circoli della Nuova Italia Lombardia e la casa editrice Mursia presentano il libro-testamento di Giano Accame. Il giornalista e scrittore, recentemente scomparso, ripercorre nell'ultima opera, La morte dei fascisti, le tappe di una storia di idee del XX del tutto originale. Da Pericle a Ezra Pound, dalla Divina Commedia a Tommaso Filippo Marinetti, da Giovanni Gentile a Louis-Ferdinand Céline, Accame passa in rassegna il rapporto concettuale e simbolico del fascismo con la morte, che la moderna società liberale ha rimosso, avendo perso il vero senso della vita, che non esclude il suo sacrificio per valori più alti come quello di patria. Attraverso la letteratura, la filosofia e gli eventi storici, il saggio, profondo e articolato, analizza il valore della morte, spogliandola di ogni aspetto morboso per riscoprirne la concezione naturale e anti-individualistica che ne fa un fatto sociale serenamente accettato.

I lettori sono invitati a partecipare alla presentazione che si terrà lunedì 17 maggio alle ore 21 allo Spazio Oberdan, di viale Vittorio Veneto 2 (P.ta Venezia) a Milano. All'evento, introdotto dal giornalista Luca Gallessi, parteciperanno l'on. Paola Frassinetti, vicepresidente Commissione Cultura, il prof. Giuseppe Parlato e il prof. Giorgio Galli. Interverrà inoltre l'assessore alla Cultura della Provinca Novo Umberto Maerna. Nel corso della serata verrà proiettato un video sulla vita di Giano Accame.

Giano Accame (Stoccarda 1928-Roma 2009), giornalista e scrittore, inviato de «Il Borghese» dal 1958 al 1968, ha diretto il settimanale «Nuova Repubblica» e il quotidiano «Il Secolo d’Italia». Autore di Socialismo tricolore (1980), Il fascismo immenso e rosso (1990), Ezra Pound economista (1995), La destra sociale (1996), Il potere del denaro svuota le democrazie (1998), Una storia della Repubblica (2000), ha anche realizzato programmi televisivi di successo. Arruolatosi nella RSI il 25 aprile 1945, a sedici anni, non ha mai rinnegato tale gesto.

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Commenti all'articolo

  • lapolide

    18 Giugno 2010 - 16:04

    Padova, 18 giugno 2010. Quando potremo dire in Italia, con orgoglio: LA MORTE DEI COMUNISTI ? Credo che molte Regioni dello stivale ed oltre , abbisogneranno di essere ripopolate (finalmente); dovremo allora richiamare in Patria molti degli Italiani sparsi per il mondo, per ripopolare quelle zone ( e saranno parecchie) facendo una attenta cernita tra coloro che saranno idonei a calpestare il nostro Sacro Suolo, scartando a priori parenti, figli, nipoti, nonni. zii, di coloro ai quali piaceranno le bandiere Rosse targate falce e Martello; quelli delle bandiere arcobaleno chiamati erroneamente Pacifisti; nonchè quelli che avranno a che fare con sindacalisti Rossi vermiglio della Cgil, Fiom, degli Epifani, portatori di mali congeniti come il cancro della Società. Allora e solo allora potremo dire "Fatta l'Italia, ora abbiamo fatto anche gli Italiani"; senza più D'Alema, DiPietro, Bersani (per quel che conta). Respireremo finalmente l'aria di LIBERTA' . lapolide .

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  • lettoreignorante

    10 Giugno 2010 - 02:02

    Dato che non leggerò mai il libro, qualcuno degli illuminati lettori potrebbe spiegarmi cosa c'entra Dante in questo discorso? comunque l'amarezza è data dal fatto che, purtroppo, non sono morti tutti i fascisti. pure quelli 'moderni' . LI

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  • dubhe2003

    29 Maggio 2010 - 18:06

    Non è certo la sede per disquisire onestamente in materia del capitolo storico della RSI e neppure lo spazio necessario per un serio giudizio storico,scevro da ogni tendenza pro e/o contro.Tuttavia,sotto l'aspetto della onestà intellettuale,apprezzo maggiormente chi non rinnega il proprio passato e non ha colpe nella coscienza da smaltire,che i troppi e deplorevoli personaggi(tutt'ora in vita) come: politici,scrittori,giornalisti,uomini di spettacolo ed affini che....all'indomani,si sono cambiati la muta e continuano ad erigersi da paladini dalle coscienze immacolate,che vogliono indicare la via giusta a noi,venuti dopo,nascondendo il proprio scellerato passato.Questi personaggi infidi,non meritano rispetto.

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  • franziscus

    18 Maggio 2010 - 18:06

    non ha mai rinnegato la sua adesione alla RSI, e così, chissà perchè, mi viene in mente fini.....che ha rinnegato tutto. Il mondo va così, chi troppo e chi niente.

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