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Una mega cacca alla biennale dell'arte di Carrara

L'opera è di McCarthy. Sarà esposta all'ingresso dell'Accademia

Una mega cacca alla biennale dell'arte di Carrara
Ormai nelle mostre d’arte ne abbiamo viste di tutti i colori. Forse per incapacità di imitare i grandi maestri del pennello e della scultura, forse per esprimere e rappresentare un mondo e sentimenti diversi, sta di fatto che a ogni esposizione c’è un pezzo “sui generis” che catalizza la curiosità dei media.
E alla prossima biennale dell’arte di Carrara questo primato toccherà senza dubbio alla maxi-cacca creata dall’artista americano Paul McCarthy, uno di quegli esponenti dell’arte provocatoria e dissacrante che finisce periodicamente sulle pagine dei giornali specializzati.
Non per sminuire le altre opere che verranno esposte dal 26 giugno al 31 ottobre presso l'Accademia di Belle Arti, ma sicuramente questa scultura in travertino rappresenterà l’icona della mostra, sia per le sue dimensioni (due “pezzi” di due e un metro ciascuno), sia per la particolare collocazione che verrà assegnata alla creazione di McCarthy, situata proprio all’entrata dell’Accademia. Salvo ripensamenti dell’ultima ora.
“È un'opera di un grande artista - osserva il presidente dell'Accademia Simone Caffaz, che ha dato il via libera - probabilmente uno dei più in voga fra quelli che espongono alla Biennale. Senz'altro ci sono elementi provocatori, nell'ambito di un dibattito sulla scultura che questa Biennale si propone di aprire, e ci mancherebbe altro che l'Accademia di Belle arti di Carrara avesse paura di un'opera con elementi provocatori».
A motivare la scelta provocatoria è stato lo stessi scultore statunitense.
“L'ho scelta perché la società di oggi tende a nascondere le cose sconvenienti, le rimuove – ha detto McCarhty –. Io invece ne faccio una scultura”.
Oltre a questa discussa scultura, sono principalmente due gli altri temi eclatanti della biennale.
Il primo è quello della statua di Maurizio Cattelan, la cui statua di Bettino Craxi avrebbe dovuto sostituire per alcuni mesi quella di Giuseppe Mazzini. Una scelta talmente provocatoria che è stata bocciata dall’opinione pubblica, con l’artista padovano che ha deciso quindi di collocare la sua opera al cimitero di Carrara per seppellire l’idea.
L’altra opera provocatoria, invece, arriverà a settembre quando Vanessa Beecroft potrebbe esporre presso i laboratori Nicoli una delle sue performance. L’artista, che fa leva sul corpo di giovani donne più o meno nude mosse secondo precise coreografie come su una scacchiera invisibile, è stata infatti contattata proprio dal direttore dell’Accademia.

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Commenti all'articolo

  • tatanord

    15 Luglio 2010 - 16:04

    Basta con questi pseudo-artisti da strapazzo! E non cadiamo nella trappola del "Re nudo": abbiamo il coraggio di dire le cose come stanno, invece di osannare la meraviglia! Che imparino un po' da Michelangelo o da Leonardo, altrimenti ci sono tanti orti da zappare!

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  • pantera.rosa

    22 Giugno 2010 - 09:09

    .......E' un modo come un altro per provocare e farsi notare ,ma ha un costo molto alto. l'opera,che dovrebbe avere un significato universale,potrebbe essere valutata dai più per quello che rappresenta. Mi chiedo quale tumulto interiore può spingere un artista a scegliere una soluzione cosi....originale per far colpo sui visitator?i. Ma c'era proprio bisogno di usare la creta? Di certo mi si dirà che sono ignorante ma preferisco ammirare le opere che hanno onorato il genio creativo e che sanno toccare le corde profonde dell'essere umano arricchendolo significativamente.

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  • pantera.rosa

    22 Giugno 2010 - 08:08

    Comprendo la sofferenza e l'inquietudine dello scultore Vesponerosso che con tanto amore dà vita e fa crescere le sue creature contemplandole dopo averle realizzate e appagato il suo estro creativo. Michelangelo di fronte al Mosè fu talmente coinvolto e rapito che scagliò il martello verso la scultura esclamando: Perchè non parli ?..Altri tempi!!Quanta distanza dalla "mega cacca".E intendono esporla proprio all'ingresso perchè tutti godano e si arricchiscano di tale visione. Un precedente,a dire il vero,c'è stato alla biennale di Venezia. Un sedicente artista aveva prsentato un'opera simile ma aveva avuto l'accortezza di chiudere il tutto dentro una scatoletta con su scritto "***". L'americano invece è stato più esplicito : Ha preferito farla fuori!!!.............

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  • vesponerosso

    20 Giugno 2010 - 20:08

    Sono basito! Non ci sono parole per esprimere il disagio che provo alla vista di questa cosa che viene definita arte. L'arte è la mia vita e, da scultore, sono onorato di non partecipare a questa mostra. Guardo con soddisfazione le mie "creature" e sono grato ai miei maestri per avermi insegnato la vera arte che non offende ma rivela all'uomo sentimenti e il moto dell'anima.

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