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Il Martirio di San Lorenzo non è un Caravaggio

L'esperto critica la frettolosa attribuzione dell'opera all'artista lombardo. La tela è solo "la copia modesta di un dipinto perduto"

Il Martirio di San Lorenzo non è un Caravaggio
Esperti e critici d'arte avevano accolto con entusiamo la possibilità che "Il Martirio di San Lorenzo" fosse opera di Caravaggio. Ma, dopo un esame più approfondito, si è scoperto che la tela trovata tra i beni della Compagnia di Gesù è solo la "copia modesta di un dipinto perduto di un pittore di qualità". Lo scrive oggi sull'Osservatore Romano il prof. Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani ed ex ministro dei Beni Culturali, che ha esaminato l'opera.

L'esperto critica la frettolosa attribuzione, distinguendo i commenti della stampa laica dall’articolo scritto dal quotidiano vaticano per illustrare la foto dell’inedito. L'Osservatore "non si sbilanciava in attribuzioni azzardate" e "con apprezzabile correttezza scientifica sospendeva il giudizio sulla paternità della tela".

Il Martirio di San Lorenzo
è un olio su tela di 183 per 130,5 centimetri (dimensioni del telaio). La scena è ambientata in una sorta di fucina da fabbro ferraio. Il santo è prono sulla graticola mentre uno dei carnefici cerca di rigirarlo usando una picca; un secondo carnefice è chino per alimentare il fuoco con dei carboni che versa da una cesta; un terzo personaggio, in secondo piano, guarda la scena turandosi il naso con la mano destra.

Una copia
- Spiega Paolucci: "La mia opinione è che si tratti di una copia antica da un’originale non di Caravaggio (altrimenti ce ne sarebbe traccia nelle memorie documentarie e nelle fonti) ma piuttosto di un suo 'creato', forse di ambito napoletano, alla Battistello Caracciolo". Dunque "un caravaggesco di qualità, negli anni fra i Venti e i Trenta del XVII secolo, ha voluto dare al Martirio di San Lorenzo la smagliante evidenza del Vero, il valore esemplare in certo senso catechetico del martirio". Quel che ci è pervenuto è però solo "la memoria di un dipinto che deve essere stato comunque notevole e che per qualche ragione è andato perduto, oggi consegnata alla tela, oggettivamente modesta, che sta al Gesù di Roma".

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