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L'Italia riscopre ago e filo

Non solo le nonne ma anche tante giovani si occupano di uncinetti, merletti,... Le voci di quattro appasionate

L'Italia riscopre ago e filo
Quando si pensa a ricamo, merletto, punto croce,… vengono in mente le nonne, i profumi dell’infanzia, le serate invernali. Molti credono che tutto questo sia una tradizione ormai sepolta da tv, internet e centri commerciali ma non è così. Sono tante le persone, anche giovani, che oggi continuano a fare questi lavoretti a mano, magari per distinguersi con un abito o un accessorio davvero unico.

A tutti gli appassionati e a tutti i curiosi è dedicato il Forum Internazionale della Creatività Tessile che si terrà alle Fiere di Parma dal 13 al 15 maggio 2011 grazie a Italia Invita. Ricamo, merletto, patchwork, quilting, feltro, punto croce, uncinetto, tessitura, maglia. Ogni attività avrà il suo spazio all’interno della manifestazione che l’anno scorso ha richiamato più di 6.700 visitatori, “il 30% in più dell’edizione 2007 e con una significativa presenza internazionale” sottolinea Anna Feola, responsabile dell’ufficio stampa del Forum.

Il tema conduttore dell’incontro sarà “l’Herbarium”. Ogni sezione sarà chiamata a interpretare l’argomento con le proprie tecniche specifiche. Parteciperanno artisti, atelier e varie regioni italiane con le loro associazioni, scuole e laboratori artigianali. Un momento per scambiarsi idee e conoscere le novità del “mestiere” sia in Italia che all’estero.

Mancano ancora vari mesi a maggio 2011, un tempo neanche troppo lungo per chi vorrà partecipare a uno dei due concorsi indetti in occasione della manifestazione. Il primo, a livello internazionale, riguarderà  il patchwork e il quilting e sarà rivolto a quiltiste singole o gruppi e associazioni, chiamati a interpretare un erbario contemporaneo con queste tecniche.
Il secondo, chiamato “Bandiere”, interesserà il ricamo, il merletto e l’intreccio e sarà rivolto a tutti i residenti in Italia. I partecipanti dovranno esprimere la propria appartenenza a un colore, un simbolo, una cultura attraverso la creatività tessile, con qualsiasi tecnica o combinazione di tecniche.

Ma chi sono queste appassionate del XXI secolo?

Storie di una passione
Agnese, 37 anni, ha iniziato a 9 anni guardando la mamma che lavorava all’uncinetto. “Mi affascinava la possibilità di creare qualcosa di bello anche senza avere grandi doti nel disegno”. Ora è architetto ma le attività tessili continuano ancora ad avere un ruolo importante nella sua vita. “Collaboro con una ditta di filati per dimostrazioni in fiera e scrivo articoli per riviste del settore; ormai l’uncinetto è qualcosa di più di un hobby”.
Maria Rosaria, 30 anni, è disabile dalla nascita, non può camminare ma le è sempre piaciuto guardare la zia lavorare all’uncinetto. “Ho provato più volte ma non ci riuscivo e mia zia diceva che non era una cosa adatta me anche perché sono anche mancina”. Maria Rosaria non si è persa d’animo e c’è riuscita. “Adesso, tante volte è la mia stessa zia a chiedermi consigli su vari lavori”.
Spesso, la voglia di provare nasce in casa, osservando qualcuno in famiglia che “sferruzza”. Di strade ce ne sono però tante. Silvia, 26 anni, ha imparato a scuola e non è più riuscita a smettere. “Io sono contenta di ciò che so fare e creare ma tanta gente critica i miei lavori chiamandoli stracci, adatti più a pulire il pavimento che altro. Vorrei cercare di farmi conoscere e di vendere le mie creazioni”. Daniela, 59 anni, invece, ha scoperto l’arte del quilt in un viaggio in America e, una volta tornata a casa, si è messa all’opera.

Ciò che accomuna tutte queste esperienze è l’amore per le attività tessili che “non sono assolutamente un hobby per nonne” sottolinea Maria Rosaria. “L'uncinetto, la maglia o altri lavori simili, ispirano la mente a fare tante cose, come un pittore che sulla sua tela dipinge un bel quadro: lui immagina paesaggi e li mette su tela, io immagino un centro, un vestitino,… ed ecco che, con uncinetto e cotone, esce fuori una vera e propria arte”. “ Il quilt mi permette di sentirmi libera di viaggiare con la fantasia - conferma Daniela – è anche un modo per stare con gli altri e questo è un importante arricchimento”.

“Grazie a internet, queste passioni hanno una rinascita incredibile” racconta Agnese. “Ci sono tanti siti, gruppi su facebook, forum, blog in cui scambiarsi idee, confrontarsi e conoscere persone che hanno la nostra stessa passione, anche all’estero”.

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Commenti all'articolo

  • franziscus

    09 Settembre 2010 - 12:12

    realizzare qualcosa con le proprie mani dà soddisfazione, naturalmente non parlo per gli "intellettuali" che mai si abbasserebbero al lavoro manuale.

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  • AleRusso

    08 Settembre 2010 - 02:02

    E chi se ne frega?

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