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Cena e letture per scoprire "I diari del Duce"

Giovedì a Milano serata di presentazione per il libro di Farrell e Borgonovo, in edicola con Libero

Cena e letture per scoprire "I diari del Duce"
Giovedì 2 dicembre alle 20 presso il locale “Soul Kitchen” di Milano, Nicholas Farrell e Francesco Borgonovo presentano "I diari del Duce. La storia vista da un protagonista", il libro in edicola con Libero (a 3,80 euro più il prezzo del quotidiano) a partire proprio da giovedì. La serata prevede un aperitivo con lettura di alcune parti del libro e una discussione assieme agli autori, aperta al pubblico. Segue una cena in piedi. Poiché i posti sono limitati, per partecipare occorre scrivere una mail all’indirizzo francesco.borgonovo@libero-news.it. Il costo della serata comprende cena e acquisto del libro e di Libero. Assieme agli autori interverrà anche Giovanni Sallusti del quotidiano L’Ordine di Como, la testata che ha permesso a Marcello Dell’Utri di presentare i diari di Mussolini dopo le contestazioni nel corso della manifestazione comasca “Parolario”.

Giovedì 2 dicembre, ore 20
"Soul Kitchen", via Casale angolo Alzaia Naviglio Grande, Milano

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Commenti all'articolo

  • GerolamoCardano

    04 Dicembre 2010 - 01:01

    Grazie per il suo commento. Sono sostanzialmente d'accordo con lei. Bisogna pero' ammettere che erano tempi duri e feroci un po' ovunque e che, da allora, per nostra fortuna il mondo e' cambiato. Anche nella democratica Gran Bretagna, per esempio, si finiva in galera per una battuta sul re. Per non parlare di cio' che accadde nell'Unione Sovietica e nella Germania nazista. Fu un errore la dittatura, alla quale Mussolini ricorse dopo il delitto Matteotti e, anche qui, il vero colpevole fu il re, che gli permise d'instaurarla. Nel 1945 tutte le colpe sono state addossate a Mussolini e non a Vittorio Emanuele, al quale spettava il compito di mandarlo a casa, come in effetti fece nel luglio 1943. Saluti

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    03 Dicembre 2010 - 15:03

    Egregio opinionista, si dà il caso che vissi quell'epoca in cui la nostra Nazione era sotto il pugno di ferro della dittatura fascista e della super dittatura di una casata,quella Savoia, che occupò l'Italia con le sue truppe Piemontesi portando nelle nostree terre meridionali, la sifilide, la tassa sul macinato, il servizio militare e l'esproprio delle terre per chi non era d'accordo e la morte violenta di centinaia di persone, fatte passare per briganti, mentre erano Italiani veri e Patrioti. Ha ragione quando dice che il nano monarca era il vero dittatore. Ho conosciuto dei soldati andare in carcere a Gaeta per aver detto, in un momento di rabbia, mannaggia il re. Per cui, anche se oggi questa nostra Patria è zeppa di avventurieri di ogni spece sia rossi che neri o tra color che son sospesi, cè sempre la possibilità di cacciarli via o mandarli in galera e ricostruire il tutto senza fare una rivoluzione, perchè abbiamo una Costituzione ultra democratica. Distinti saluti.

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  • GerolamoCardano

    03 Dicembre 2010 - 02:02

    Dopo attento studio mi sono convinto che Mussolini entro' in guerra non perche' credesse che sarebbe durata poco, ma solo per paura (come sempre sostenne Dino Grandi) di Hitler. Il re approvo' e firmo' la dichiarazione di guerra. Mussolini non aveva il potere di dichiarare guerra. Pensava che, comunque sarebbe andata, all'Italia conveneniva stare dalla parte del piu' cattivo e del piu' forte e che comunque ci avrebbe invaso per riprendersi almeno il Trentino alto Adige. Oltretutto a livello economico l'Italia aveva le mani e i piedi legati alla Germani da un punto di vista delle risorse minerarie. La Gran Bretagna e la Francia, impenendo un embargo sulle nostre importazioni, a cause della guerra d'Etiopia e di Spagna, ci avevano consegnati alla Germania.

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  • GerolamoCardano

    03 Dicembre 2010 - 02:02

    Sono sostanzialmente d'accordo, infatti dico che a livello morale Mussolini era responsabile. Il punto e' che questi accadimenti vanno analizzati con freddezza e senza troppa retorica, ne' di sinistra, ne' di destra, altrimenti si crea solo confusione e i giovani non sanno piu' distinguere. Una cosa sulla quale ho molto meditato recentemente e' il fatto che Mussolini, a differenza di Hitler, era un dittatore a meta'. Nel senso che tutte le sue decisioni dovevano essere approvate da Vittorio Emanuele III, ergo sono giunto alla conclusione che il vero dittatore era semmai il Savoia. La scusa dei monarchici era che grazie alla violenza insita nel fascismo il re era sotto scacco. Io non ci credo piu' a questa storia, tutto l'esercito era monarchico e il mestiere del re e' di guidare la Nazione e non di avere paura di questo o di quello.

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