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Metastasi, un viaggio nella 'ndrangheta del nord Italia

Domani, a Milano la presentazione del libro-confessione di Gianluigi Nuzzi e Claudio Antonelli

Metastasi, un viaggio nella 'ndrangheta del nord Italia
Giovedì 2 dicembre, alle 18 presso il Circolo della Stampa di Milano (Corso Venezia 16), la presentazione di Metastasi - Sangue, soldi e politica tra nord e sud. La nuova 'ndrangheta nella confessione di un pentito.

Il libro, pubblicato con Chiarelettere, è firmato dall'inviato di Libero Gianluigi Nuzzi (autore del bestseller Vaticano Spa) e dal responsabile della redazione economica, Claudio Antonelli. Al dibattito parteciperanno il direttore del nostro quotidiano, Maurizio Belpietro, il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo e Gad Lerner, giornalista e scrittore.


Il libro-confessione - Gli incontri negli anni ’90 con “Gamma”, l’astro nascente del Carroccio pronto a volare dal nord sino al Parlamento. Il boss Coco Trovato che comanda di votare Lega, per i polentoni. I rapporti di amicizia e di affari con imprenditori insospettabili come lo stilista Gianni Versace.

Dopo uno sconvolgente lutto famigliare, per la prima volta Giuseppe Di Bella, collaboratore di giustizia ritenuto pienamente attendibile da giudici e Tribunali, ricostruisce in presa diretta trent’anni di ’ndrangheta inedita tra la Lombardia e la Calabria. Per decenni uomo di fiducia e amico del boss Franco Coco Trovato, uno dei capi più importanti che ha colonizzato il nord Italia negli anni ’80, ricostruisce affari, le tangenti, i rapporti con politici e imprenditori della mafia vincente. È questo l’esordio choc di Metastasi, il libro scritto da due firme di Libero: l’inviato Gianluigi Nuzzi (autore di Vaticano Spa che con 250mila copie in Italia è stato il saggio più venduto nel 2009) e il responsabile della redazione Economia, Claudio Antonelli. Metastasi (Chiarelettere, 14.60 euro) da domani in tutte le librerie.

Non è una spremitura di atti giudiziari ma una confessione sconvolgente con i tempi di lettura del romanzo criminale. Le nuove dichiarazioni di Di Bella, che già nel 2002 dopo 29 verbali contribuì ad arrestare centinaia di persone, sono ora al vaglio della direzione distrettuale antimafia di Roma. Sulla scrivania del procuratore capo Giancarlo Capaldo la prima copia del saggio. Deciderà lui nei prossimi giorni se aprire una nuova inchiesta, anche perché sia la Lega sia i Versace hanno sempre smentito qualsiasi ipotesi di connivenze e collusioni. Le parole più incisive di Di Bella trovano però una prima conferma in un’altra voce decisiva per capire questa inquietante mafia, quella di Filippo Barreca, il Buscetta della ’ndrangheta, «uno dei pochissimi pentiti - per dirla con le parole del procuratore Nicola Gratteri - ad essere anche santista, ovvero partecipare alle riunioni decisive dei capi dei capi».

Metastasi recupera le origini (dagli acquisti di armi dai partigiani ai rapporti con le Br), proietta ombre che andranno affrontate, offre soprattutto chiavi di interpretazione inedite. Come quella della morte di Gianni Versace. È stato davvero Cunanan ad ammazzare lo stilista a Miami o forse è stata un’esecuzione come ipotizza oggi Barreca? Domande che diventano inquietanti se si pensa che proprio Di Bella svela di esser stato incarico di recuperare le ceneri dello stilista in un giallo ancora da risolvere. «Se un uomo come Versace - sostiene Barreca in Metastasi - veniva a prendere ordini dalla ’ndrangheta sicuramente non è una cosa di poco conto. Paolo De Stefano (un patriarca dell’organizzazione, nda) mi ha detto che lui aveva Versace nelle mani».

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    08 Dicembre 2010 - 19:07

    Anche nell'antica Roma o ancora piu in la,l'antica Persia o Impero Cinese, i testi storici parlano di sette segrete che condizionavano anche la stessa autorità degli Imperatori di allora. Non può essere un libro che, anche se scritto da un bravo scrittore coadiuvato dai racconti di un pentito di mafia, può scandalizzarci di quello che accade nelle varie sacrestie dei maneggioni del denaro altrui. Non credo più ai pentiti in quanto, costoro, in fin dei conti, hanno sempre parlato di sudici manigoldi della piccola delinquenza,come assassini commessi in vari modi ma, oltre, là, dove la Mafia conta realmente con nomi e cognomi di personaggi celebri,d'incanto, si fermano perchè tutto diventa nebbioso e non si vede e capisce nulla. Oggi, le varie polizie di tutto il mondo, hanno a loro disposizione mezzi tecnici da fare invidia a qualsiasi pentito;si può sapere tutto di tutti e nei luoghi più nascosti,anche se stassero sotto terra.Se con questi mezzi non si riesce, significa che la Mafia

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  • dontfeedtheboss

    02 Dicembre 2010 - 13:01

    Non esistono mafie al nord. L'ha detto Maroni.

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  • TOSCANOROSSO

    02 Dicembre 2010 - 13:01

    Vorrà certamente il diritto di replica, ci vorrà un altro libro..

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  • Antonio_X75

    02 Dicembre 2010 - 12:12

    Ho apprezzato molto questa iniziativa. La denuncia di certi temi non deve essere esclusiva di certi giornali/fazioni politiche.

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